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Evocation – Recensione: The Shadow Archetype

Una carriera partita nel 1992 con la pubblicazione di un primo demo – “The Ancient Gate” – allineato con il gusto che band come At the Gates, Entombed, Dismember e Unanimated stavano forgiando in quegli stessi anni in Svezia. Eppure, nonostante gli esordi promettenti, gli Evocation non hanno sfruttato l’onda lunga del successo che ha consacrato le band citate in precedenza, finendo nel limbo delle promesse mai concretizzatesi. Questo, almeno, fino al 2006 quando, forti di un nuovo contratto discografico, la band ha saputo riprendere un discorso interrotto troppo presto e senza nemmeno un full-lenght all’attivo.

A quasi dieci anni dall’esordio sulla lunga distanza – “Tales From The Tomb” – e dopo aver pubblicato solidi dischi di Death Metal di scuola svedese – come “Apocalyptic” del 2010 [questa la nostra recensione] – gli Evocation danno alle stampe, per Metal Blade Records, questo “The Shadow Archetype“. Undici tracce nere come la pece per oltre mezz’ora di musica oscura e brutale. Le coordinate stilistiche, infatti, non sono cambiate rispetto alla direzione intrapresa agli inizi della carriera, e in questo nuovo album vengono consolidate grazie a un songwriting ormai maturo in grado di regalare all’ascoltatore brani di grande impatto.

Introdotto dall’evocativa intro strumentale “The Ancient Gate“, intraprendiamo un viaggio tra cavalcate Death e mid-tempo rocciosi, in una varietà di atmosfere che sovente ingloba venature romantico-decadenti di assoluto valore, giocate su melodie dall’immediata presa.  “Condemned To The Grave” è un brano dal rifframa solido che unisce a una struttura canzone tradizionale un sound contemporaneo, traghettando nel nuovo millennio la proposta della band nata 25 anni fa. La successiva “Modus Operandi”  ha un piglio decisamente più dinamico e un ritornello accattivante, mentre “Children Of The Stone” unisce entrambe le direzioni musicali, in una traccia articolata e davvero riuscita.

The Shadow Archetype” prosegue la sua marcia con brani decisamente più diretti come “The Coroner” o “Survival Of The Sickest” – introdotta dalla suggestiva “Blind Obedience” – o la terremotante “Sulphur And Blood“, veri highligts del disco, e altri come la title-track o  “Dark Day Sunrise“, adatti per un headbanging furioso. Tradizione e innovazione si incontrano in un questo devastante disco che ci consegna una band ormai matura e forte dei propri mezzi. Gli Evocation hanno perso troppo tempo e la loro volontà li sta portando a emergere in maniera prepotente nel marasma di uscite discografiche.

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Blade Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. Into Ruins 02. Condemned To The Grave 03. Modus Operandi 04. Children Of Stone 05. The Coroner 06. The Shadow Archetype 07. Blind Obedience 08. Survival Of The Sickest 09. Sulphur And Blood 10. Imperium Fall 11. Dark Day Sunrise
Sito Web: https://evocation.se/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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