Dead To Fall – Recensione: Everything I Touch Falls To Pieces

I Deadtofall paiono essere i più recenti ad accodarsi alla ormai consistente fila di ibridatori metal/hardcore con i piedi negli USA e la testa in Europa. Influenzati evidentemente dalle armonie Maideniane come dall’espressività gutturale del death metal puro, i Deadtofall si posizionano in qualche modo fra i Killswitch Engage, i Darkest Hour e gli In Flames, con incursioni occasionali nei territori torturati e spirituali degli Zao. Brani come ‘Cost Of A Good Impression’ portano la bandiera svedese tatuata addosso, mentre il gruppo, cautamente e con gusto, decide di tenersi il più lontano possibile (che poi tanto distante non PUO’ essere) dagli Slayer. Certamente parte di un fenomeno che non può più essere ignorato, i Deadtofall ne paiono alfieri preparati e straordinariamente feroci, per quanto derivativi: certamente hanno le capacità tecniche per elevare il discorso ad un livello di interesse assoluto, per ora registriamo un debutto buono e con punte entusiasmanti. Per quanto suoni eretico, moltissimi gruppi europei convinti di tenere stretto lo scettro del metal farebbero bene a prendere lezioni di dinamica e fantasia da gruppi simili.

Voto recensore
7
Etichetta: Victory / W&B

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Prologue / Memory / Eternal Gates Of Hell / Like A Bullet / Graven Image / Words Ignored / Cost Of A Good Impression / Tu Se Morta / Doraematu / Perying On The Helpless / The Balance Theory


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