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The Black Dahlia Murder – Recensione: Everblack

Il termine che più facilmente è possibile accostare ai The Black Dahlia Murder è senza dubbio “costanza”, intesa come precisione nelle pubblicazioni, buon livello qualitativo della proposta musicale, ma anche come mancanza più o meno marcata di evoluzione stilistica, elemento che si traduce inevitabilmente in “prevedibilità”.

Che il quintetto del Michigan continui a richiamare alla mente una tradizione death-black-thrash tutta europea, soprattutto nordica, è assodato e su questo argomento si è disquisito ad ogni loro uscita discografica, per questo “Everblack” non si discosta molto da quanto detto in passato sul loro conto. Pur trattandosi di un album ineccepibile dal punto di vista musicale, siamo infatti dinanzi ad un prodotto che si inserisce nel solco della continuità stilistica, che verrà certamente apprezzato dai fan più sfegatati, ma che non farà gridare al miracolo quanti scoprono la band con questo sesto album.

Lungo i quarantaquattro minuti che costituiscono la release in questione si assiste ad un’accorata prova di stile che spazia attraverso i diversi generi precedentemente citati, attingendo qua e là da band quali In Flames, Soilwork, At The Gates, solo per citarne alcune, fino a sconfinare in terreni esplicitamente Black, sia nei blast beats che nelle orchestrazioni, passando per sfumature Metalcore tanto osteggiate adesso dopo le abbuffate dei primi anni.

Il songwriting di Trevor Strnad e soci ha da sempre avuto una caratterizzazione oscura, fatta di atmosfere glaciali che innescano sferzate letali tanto da parte della sezione ritmica, che ha visto recentemente un avvicendamento sia al basso che dietro le pelli, che delle chitarre, sempre a loro agio sia negli assoli al fulmicotone che nel riffing serrato. Sebbene prevedibili, i TBDM riescono comunque a mettere sempre il riff giusto al posto giusto, senza commettere errori, sintomo questo di un meccanismo perfettamente oliato che non lascia scampo ad errori, ma nemmeno a sperimentazioni.

Non si può parlare di tracce che spiccano tra le dieci totali, dato che “Everblack” si presenta come un disco molto omogeneo, senza cali di tensione, merita però una menzione “Phantom Limb Masturbation” che contiene alcuni passaggi melodico-decadenti che rimangono facilmente impressi nella mente, sicuramente l’episodio meglio riuscito dell’intero platter.

Voto recensore
7
Etichetta: Meatl Blade

Anno: 2010

Tracklist:

01. In Hell Is Where She Waits For Me

02. Goat Of Departure

03. Into The Everblack

04. Raped In Hatred By Vines Of Thorn

05. Phantom Limb Masturbation

06. Control

07. Blood Mine

08. Every Rope a Noose

09. Their Beloved Absentee

10. Map Of Scars


Sito Web: https://www.facebook.com/theblackdahliamurderofficial

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