Evanescence – Recensione: The Bitter Truth

Sono passati 18 anni dal debutto degli Evanescence “Fallen”, un successo planetario che ha incoronato la cantante Amy Lee come regina del goth rock. Con continui cambi di line up e di sound, la storia degli Evanescence è piena di capolavori, nonostante la loro discografia conti pochi album. L’ultimo lavoro in studio della band arriva 10 anni dopo l’omonimo disco. Nel frattempo c’è stata la parentesi di “Synthesis”, che ha visto la riscrittura di alcuni celebri brani in chiave orchestrale e solo due nuovi singoli: “Imperfection” e “Hi-Lo”. Sebbene l’assenza dalla scena musicale sia stata lunga, tutto quello che producono gli Evanescence è un lavoro di altissima qualità, grazie soprattutto alla voce e al carisma di una delle frontwoman migliori di sempre.

Nel corso degli ultimi mesi avevamo già avuto la possibilità di ascoltare una parte di “The Bitter Truth”, ma solo adesso possiamo apprezzare il quadro più completo. Amy ha concepito quest’album come un viaggio e lei stessa consiglia di indossare le cuffie, chiudere gli occhi e lasciarsi trasportare dalla musica. “Artifact / The Turn” è un’intro sperimentale, da cui emerge la dolce voce di Amy e ci conduce a “Broken Pieces Shine”: una traccia straordinaria, con una batteria potentissima di Will Hunt e un ritorno al rock di cui avevamo assolutamente bisogno. L’aspetto ancora più significativo è che si tratta di un inno per la band e per i fan, per quando potremo tornare ad essere di nuovo tutti insieme sotto il palco, è una canzone di dolore, sopravvivenza ed accettazione dei nostri difetti. “The Game Is Over” è carica del melodramma che caratterizza la band, con un ritornello quasi disperato ma di forte matrice rock. Di tutt’altro stampo è la successiva “Yeah Right”, scritta quasi una decina di anni fa: un brano futuristico, moderno, sarcastico, come la copertina dell’album che ritrae una spiritosa pastiglia sulla lingua della cantante. Ma l’aspetto più pop viene rapidamente abbandonato e con “Feeding The Dark” torniamo alle atmosfere goth, oscure e morbose che hanno caratterizzato gli inizi degli Evanescence, un brano pomposo, ricco di potenza ed emozioni. Cambiamo di nuovo mood con la radioheadiana “Wasted On You” e il suo ritornello che ci è rimasto impresso nella mente. “Better Without You” è un’altra delle vette più alte di quest’album: una canzone intensa, che riporta alla luce alcuni drammi e i mostri del passato di Amy Lee, un peso sullo stomaco che la cantante è riuscita a togliersi di dosso solo attraverso la musica.

Nessuno di noi si sarebbe immaginato che gli Evanescence sarebbero stati politicamente impegnati nel brano “Use My Voice” con una duplice chiave di lettura: da una parte una rivendicazione del potere femminile (il brano si ispira alla testimonianza di Chanel Miller, sopravvissuta ad un’aggressione sessuale), dall’altra una protesta nei confronti del governo di Trump. Anche “Take Cover” è stata in parte scritta nel 2010 e, facendo riferimento a quello che stava succedendo in quegli anni, descrive una personalità più libertina e menefreghista di Amy che raramente è emersa nei brani degli Evanescence. “Far From Heaven” è una ballad straziante, che a tratti ci ricorda la meravigliosa “Lost In Paradise”, però più intima e delicata di quest’ultima, perché è scritta in onore del fratello di Amy scomparso prematuramente nel 2018. Questa traccia descrive uno stato di lutto che distorce sia il tempo che la memoria, ma anche una messa in discussione della fede e il fatto di non avere risposte alle domande metafisiche. Dove sono le persone che abbiamo perso? Per rispondere a questa dolorosa domanda, Amy immagina il tempo come qualcosa di fluido e afferma che l’amore sia in grado di superare anche la vita stessa perché i nostri cari scomparsi vivono per sempre grazie ai nostri ricordi. Il dolore ci mette davanti ad una scelta: possiamo rialzarci più forti di prima o possiamo sprofondare in un abisso. E con “Blind Belief”, che a tratti ci ricorda “End Of The Dream”, sappiamo che c’è speranza: è un gesto liberatorio e una fine in cui è l’amore a trionfare sulla rabbia e sull’oscurità.

Il primo vero album di inediti con l’esplosiva Jen Majura alla chitarra, “The Bitter Truth” è un viaggio di guarigione, da ascoltare e riascoltare per scoprire sempre nuove sfumature ogni volta che premiamo “play”. Come ogni album degli Evanescence, anche questo difficilmente stancherà i fan, neppure a distanza di anni dal primo ascolto. Con “The Bitter Truth” sperimentiamo il dolore e rinasciamo come le fenici.

Etichetta: BMG Rights Management

Anno: 2021

Tracklist: 01. Artifact/The Turn 02. Broken Pieces Shine 03. The Game Is Over 04. Yeah Right 05. Feeding The Dark 06. Wasted On You 07. Better Without You 08. Use My Voice 09. Take Cover 10. Far From Heaven 11. Part Of Me 12. Blind Belief
Sito Web: https://www.evanescence.com/home/

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