Eskimo Callboy – Recensione: Rehab

La mutazione non si arresta e gli Eskimo Callboy dall’electrocore di “The Scene” estremizzano la loro componente “pop – rock” o se preferite “pop – punk” (definizioni da prendere con la molle, mi raccomando). “Rehab”, nuova fatica dei tedeschi arriva a circa due anni dal precedente album e pesta sull’acceleratore con canzoni di facile ascolto.

Un disco sbagliato penseranno molti, fuori dai canoni prettamente “metal”, ma quella radice è ancora lì, seppur ben nascosta. Le nuove canzoni spingono evidentemente i nostri verso l’esplorazione di altri lidi, ma all’interno del “pacchetto” chiamato “Rehab” c’è di che sorridere. Le sfuriate core restano, come in “Hurricane” e si incastrano perfettamente tra samples e voci filtrate.

C’è poi la doppietta iniziale con “Take Me To” e la title track, che giocano in perfetto equilibrio con le coordinate tracciate per trasportare la ciurma degli Eskimo Callboy verso un porto diverso da quello in cui erano approdati con “The Scene”.

Canzoni costruite con attenzione e gusto, con le voci di Sebastian “Sushi” Biesler e Kevin Ratajczak a reggere bene la scena tra pulsioni aggressive e tensioni melodiche. Non ci sono capolavori, ma una ottima visione di insieme nel creare canzoni impattanti e senza troppe pretese cerebrali.

Esempi perfetti di “dinamismo pop” “Disbeliever” e “Supernova” (Che ricorda moltissimo gli americani Panic! At The Disco), gradevoli anche nel nascondere nel loro tessuto qualche scoria più propriamente core.

Sicuramente un disco da ascoltare con mente ed orecchie aperte, piacevole e di facile presa. Non fondamentale, ma in fin dei conti divertente. Può bastare così, non trovate?

Etichetta: Century Media

Anno: 2019

Tracklist: 1. Take Me To 2. Rehab 3. It’s Going Down 4. Hurricane 5. Disbeliever 6. Okay 7. Made By America 8. Supernova 9. Lost 10. Nice Boi 11. Prism
Sito Web: http://www.eskimocallboy.com/

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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