Necrophagist – Recensione: Epitaph

‘Epitaph’ nuovo album dei Necrophagist, mi ha spiazzato… Di loro ho sentito solo il precedente ‘Onset Of Putrefaction’ che già dal titolo inquadrava la band nel filone brutal death gore. E infatti la loro proposta non si distoglieva di una virgola dal suddetto genere. Bene, con questo nuovo “Epitaph” mi sono ritrovato una band maturata di brutto, sempre (fortunatamente) ancorata al death estremo, e dedita ad un death tecnico, con virtuosismi chitarristici… malmsteeniani!! Almeno, il primo pensiero concentrandosi sul lavoro di chitarra, assoli in primis, porta alla mente il chitarrista svedese. Ovvio che il suono portante, sempre parlando delle chitarre è un potente incedere tipicamente death metal, ma i virtuosismi la fanno da padroni. Possiamo descrivere il suono dei Necrophagist come progressive death metal. Ricordate i Pestilence? Quelli di ‘Testimony Of The Ancients’? Immaginate questa pietra miliare infarcita di riffs Malmsteeniani, e di virate più brutali, soprattutto per i growls del cantante. Non sto delirando. ‘Epitaph’ è un disco da non perdere per chi adora il death metal e non solo!!

Voto recensore
7
Etichetta: Relapse / Self

Anno: 2004

Tracklist: 01. Stabwound
02. The stillborn one
03. Ignominious & pale
04. Diminished to be
05. Epitaph
06. Only ash remains
07. Seven
08. Symbiotic in theory

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