Hateful – Recensione: Epilogue Of Masquerade

Validi e preparati tecnicamente gli Hateful si presentano con un secondo album che potrà sicuramente far la gioia degli amanti del death metal elaborato di vecchia scuola. Non ci sono infatti grandi sorprese, se ci fermiamo ad analizzare la superficie della sostanza sonora (non c’è nulla di così originale da meritare segnalazione), ma ad ogni modo il livello professionale raggiunto mette al riparo la band di Modena da qualsiasi critica formale.

Le caratteristiche richieste ci sono tutte: un bel suono, il giusto equilibrio nella struttura delle composizioni e la capacità di tenere sempre le redini in modo da non far mai calare la dinamica, evitando così di perdersi in passaggi esageratamente astrusi o, all’opposto, in ripetizioni eccessive.

Il limite di un disco come questo resta, per loro come per i big del genere, la mancanza pressoché totale di melodia facilmente digeribile, sia a livello vocale che strumentale. Condizione che obbliga ad un numero elevato di ascolti per apprezzare le finezze dell’opera. Sfumature e rifiniture che in “Epilogue OF Masquerade” ci sono eccome e che spesso possono fare la differenza tra un lavoro troppo standard che finisce per stancare velocemente e un buon disco come quello proposto dai nostri.

Senza poterci permettere in questa sede di entrare nel dettaglio della struttura delle singole canzoni rimane importante sottolineare come gli Hateful riescano, comunque all’interno dei dettami del genere, a sviluppare soluzioni musicali spesso imprevedibili e passaggi dal gusto personale molto ben riusciti. Si tratta di un risultato non scontato che lascia intuire di trovarsi al cospetto di una band matura che ha senza discussione raggiunto una propria identità artistica.

Stiamo comunque parlando di un’uscita definibile di settore, che difficilmente potrà attirare ascoltatori al di fuori della nicchia interessata maniacalmente a tali sonorità, ma nel marasma di uscite contemporaneo gli Hateful si ritagliano comunque una posizione abbondantemente sopra la media.

Voto recensore
7
Etichetta: The Spew Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Artifacts of the Damned
02. Corrupting the Veil that keeps the Mind sane
03. A despicable Harvest
04. It once was light
05. Breathing the Whirlwind
06. Instinct of the carnivorous Mass
07. Stillbirth
08. A Wolf in Sheep’s Clothing
09. Celestial purification
10. Ravenous
11. Walking into a Nightmare
12. Bloodline


Sito Web: https://www.facebook.com/hatefuldeathmetal?fref=ts

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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