Lars Eric Mattson – Recensione: Epicentre

Passo dopo passo, anno dopo anno, album complicato dopo album complicato, il polistrumentista con forte impronta shred Lars Eric Mattson ha tagliato, con questo “Epicentre”, il più che ragguardevole traguardo del ventitreesimo studio album, al ritmo, più o meno, di un lavoro all’anno. Che quindi Mattson sia una fucina quasi inesauribile di idee è ormai un dato accertato. Che più di una volta, e soprattutto in questo caso, i suoi siano dei lavori che tendono molto a diventare autoreferenziali, è altrettanto un dato di fatto. Del resto, è lo stesso artista a dichiarare che “Epicentre” ha l’obiettivo di fotografare il suo modo di essere in questo periodo della sua vita; ecco quindi il motivo per cui quasi tutti gli strumenti contenuti nell’album sono suonati esclusivamente da Mattson, a dimostrazione della sua preferenza per un lavoro in solitario. Purtroppo, se da un punto di vista umano si deve riconoscere la coerenza di questo musicista, dal punto di vista musicale questa diventa la sua debolezza principale. “Epicentre” infatti diventa un concentrato di idee ben suonate, soprattutto per quanto riguarda le parti di chitarra, ma più volte inconcludente e ripetitivo. Prendiamo un brano come “Cinnamon”, composto sostanzialmente da due parti con ritmiche diverse, una successiva all’altra e intersecate fra di loro con diverse variazioni lungo il brano. Lo spunto di per sé non sarebbe assolutamente malvagio, peccato che ciascuna delle due parti sia ripetuta fino allo stremo delle forze (dell’ascoltatore, non del musicista), con lo stesso effetto per quanto riguarda il testo. Alcuni brani, nella loro semplicità, sono più comprensibili e quindi meritano maggiore attenzione, come il ¾ romantico di “Melting Down”, ma sommando questa ripetitività per diciotto brani, capirete come non sia facile andare d’accordo con “Epicentre”. Che, comunque, gode di una produzione eccellente e di una grande perizia in sede di esecuzione, ma risente, appunto, di una povertà di idee e dell’eccessivo desiderio da parte di Mattson di operare per conto proprio.

Voto recensore
6
Etichetta: Lion Music

Anno: 2013

Tracklist:

01. Wait for the Sunrise
02. A New Devil
03. Cinnamon
04. Land of Dreams
05. Melting Down
06. No One Else
07. South of the Border (Instrumental)
08. No Way, No Surrender
09. Mirror
10. So Far Away
11. Freedom Fighters (Instrumental)
12. Too Late
13. I Don’t Know
14. Cold Inside
15. Andalucía (Instrumental)
16. No More War
17. Scratch My Back
18. Clouding My Eyes


Sito Web: www.larsericmattsson.com

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