Burning Rain – Recensione: Epic Obsession

Mancavano ormai da parecchi anni, ma una band che vede nelle proprie file come membri fondatori Doug Aldrich e Keith St. John non ha comunque bisogno di molte presentazioni a chi la scena hard americana la conosce almeno da qualche tempo. Così come non è certo imprevedibile che ancora oggi il duo, accompagnato dalla consueta line-up di esperti musicisti, dedichi le forze a confezionare un lavoro di solido hard rock dall’impatto chitarristico notevole e dalle mai dimenticate radici blues.

Non siamo quindi lontani da quanto fanno da sempre sentire band come Whitesnake (dove sapete bene suona ora Doug) e affini, ma la spensieratezza di stampo americano nelle melodie e nei ritornelli catchy non manca di certo e permette altrettanto ovvi parallelismi con il meglio della scena rock che a cavallo tra ottanta ed inizio novanta aveva invaso le classifiche e le programmazioni della radio.

Già le prime tracce trasudano amore per il riffing aggressivo, le ritmiche possenti e i vocalizzi strillati che fin dai tempi dei Led Zeppelin fanno parte del bagaglio basilare di ogni rock band che si rispetti. Solo il quarto brano, “Heaven Gets Me Babe”, con la sua impostazione da ballata semi-acustica (riproposta poi in versione totalmente unplugged a fine tracklist) spezza la tensione iniziale, ma anche se non si tratta di un episodio isolato il disco prende spesso ancora una direzione più hard.

Brani lanciati e graffianti come “Pray Out Loud”, “My Lust Your Fate” o “Ride The Monkey”, ma anche la più epica “Our Time Is Gonna Come” rilanciano infatti quella sequenza emozionale basata sui dettami classici dell’heavy rock di maniera che rimanda a band come Badlands o Kingdom Come (tanto per fare degli esempi).

Altri brani sono invece più rilassati, ma comunque dannatamente azzeccati, soprattutto “Too Hard Too Break” e la classic rock-ballad “When Can I Believe In Love”.

Un po’ superflua è invece la banale cover di “Kashmir”, visto che il lavoro ci sembra già piuttosto ricco anche togliendo tale traccia.

Non c’è molto da aggiungere: per gli amanti del genere “Epic Obsession” è un album imperdibile, probabilmente il migliore dell’anno in corso, mentre chi si è stufato di prestare attenzione alla formula può tranquillamente guardarsi intorno per capire se tra le nuove tendenze ci sia davvero qualcosa di più emozionante. Con il rischio però di restare probabilmente deluso.

 

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2013

Tracklist:

01. Sweet Little Baby Thing; The Cure
02. Till You Die
03. Heaven Gets Me By
04. Pray Out Loud
05. Our Time Is Gonna Come
06. Too Hard To Break
07. My Lust Your Fate
08. Made For Your Heart
09. Ride The Monkey
10. Out In The Cold Again
11. When Can I Believe In Love
12. Kashmir - Bonus Track
13. Heaven Gets Me By (acoustic) - (Bonus Track)


Sito Web: https://www.facebook.com/BurningRain?fref=ts

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