Eoront – Recensione: Another Realm

Code666 licenzia “Another Realm”, secondo album in studio dei russi Eoront. La band è dedita a un black metal dai forti tratti atmosferici il cui panorama lirico di stampo metaforico trae spunto dalla natura e dalla storia di un immaginario universo creato dai nostri e chiamato appunto Eoront.

Il platter comprende sette tracce dal minutaggio lungo per oltre un’ora di ascolto in cui si intrecciano numerose influenze che vanno da un black metal tradizionale dai toni occulti a quello moderno e accomunabile alla sfera del post. I punti di riferimento sono da vedersi nelle band ricercate che hanno dato al genere una nuova linfa vitale fatta di toni epici, silvani e talvolta drammatici: Wolves In The Throne Room, Altar Of Plagues, Drudkh, Negură Bunget, Primordial.

Le band nominate fanno parte del bacino di influenze confermato dallo stesso gruppo e pur ben disitnguibili in “Another Realm”, il loro lascito è rielaborato dagli Eoront con sufficiente personalità. L’opener “The Rain” è già di per sè esemplificativo di come l’ensemble siberiano affronti la materia musicale. Il brano parte con dei suoni ambient e synth dai vaghi toni psichedelici (una costante nell’album) e presto evolve in un black veloce e oscuro che guarda alla tradizione (con i primi Emperor e gli Immortal a fare capolino). In seguito la canzone rallenta e accoglie una melodia portante solenne e dal forte flavour epico, che ci accompagnerà sino alla fine creando un impatto emozionale.

Notiamo come il gruppo diluisca molto bene le soluzioni viste sopra, ovvero questi synth ambient un po’ vintage che oltre a fungere da apertura in parte dei pezzi si trovano a tessere anche efficaci melodie di accompagnamento e poi un sentore lievemente folk davvero piacevole che rende canzoni come “Two Words” e “Dreamcatcher” delle buone testimonianze di cosa sia in grado di produrre la band.

Qualche incertezza è da vedersi ancora in una sezione ritmica un poco lineare e ad una lunghezza delle composizioni a volte eccessiva, ma si tratta di difetti che alla fine non guastano questa visione adulta del black che siamo certi, entusiasmerà la nicchia di pubblico che segue le band sopraccitate ed il metal estremo in vesti contemporanee.

Voto recensore
7
Etichetta: Code666 Records

Anno: 2017

Tracklist: 01. The Rain 02. Two Words 03. Genesis 04. The Glow 05. The Sea 06. Dreamcatcher 07. The Order of Light
Sito Web: https://www.facebook.com/Eoront/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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