Enzo and The Glory Ensemble – Recensione: In the Name of the World Spirit

“In the Name of the World Spirit”, esce il 27 marzo e chiude la trilogia Progressive Metal e “Spirituale” di Enzo Donnarumma ed il suo Enzo and the Glory Ensemble. Non si è parlato abbastanza secondo me, di questo progetto negli scorsi anni e dell’uscita di “In the Name of the Father” (2015) e di “In the name of the Son” (2017), dischi certamente non per tutti ma ricchi di buona musica, coraggio compositivo e molte buone intenzioni.

Infatti, seppur con qualche difetto o pesantezza stilistica, Enzo Donnarumma prova a creare un mondo musicale che sia realmente progressivo ed etnico a trecentosessanta gradi, una sorta di incontro creativo tra musica orientale ed occidente, sempre nel nome dell’heavy metal, con indubbie contaminazioni che vanno dalla musica orchestrale, al gospel, ed ovviamente a sonorità che ricordano ensemble come Myrath ed Orphaned Land.

Facile è anche citare l’eredità degli Shadow Gallery, dato il coinvolgimento attivo del polistrumentista Gary Wehrkamp, che produce il tutto insieme e Donnarumma. Come nei precedenti capitoli, vediamo il contributo artistico di una miriade quasi infinita di musicisti:  Marty FriedmanKobi Farhi (Orphaned Land), Ralf Scheepers (Primal Fear), Mark Zonder (Fates Warning, Warlord), Brian Ashland (Shadow Gallery), Nicholas Leptos (Warlord, Arrayan Path), Derek Corzine e Amulyn Braught Corzine (Whisper from Heaven), David Brown (Metatrone), Alessandro Battini (Dark Horizon), Maria Londino e Francesco Romeggini (S91), Claudia Coticelli e Clara People, insieme al coro Weza Meza dal Congo e l’apporto nuovo di zecca del bassista ed ex collaboratore di Steve Vai, l’esperto Philip Bynoe.

 

“In The Name of the World Spirit”, è quindi una eccellente chiusura di questa storia musicale, che si distingue per una produzione più focalizzata rispetto ai lavori precedenti, grandi intuizioni melodiche e strumentali, leggermente appesantite da orchestrazioni spesso invasive che si sovrappongono al tessuto più strutturalmente metallico delle composizioni. Non è un’opera facilmente assimilabile e comprensibile con un ascolto superficiale, ma va apprezzato il grande coraggio di Enzo Donnarumma, unito alla volontà, quasi inedita di creare una musica che abbia un respiro “universale”.

Etichetta: Rockshots Records

Anno: 2020

Tracklist: 01 Precariousness 02 Nothingness (It's Everyone's Fate) 03 The Bronze Age 04 Try To Put In Pit The Fear 05 To Every Chest 06 Just In My Heart The Blame 07 I'll add more 08 My Pillory 09 Last Weep 10 Psalm 13 (Tell Me) 11 Echo 12 One Reason
Sito Web: https://www.facebook.com/enzoandtheglory/

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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