Entombed – Recensione: Clandestine

E’ il 1991 e il mondo del metal è in pieno fermento per l’affermarsi della scena svedese, che fino ai giorni nostri si rivela foriera di nuove soluzioni riconoscibili da tutti nelle produzioni estreme, del death metal: gli Entombed, dopo l’ottimo esordio “Left Hand Path” e l’EP “Crawl”, arrivano alla seconda prova su lunga distanza per la Earache Records con “Clandestine”.

Sul primo album le corde vocali sono di LG Petrov con buoni risultati, ma succede il fattaccio: il losco figuro in questione è accusato dal batterista Nicke Andersson di averci provato con la propria compagna e viene estromesso dalla band, sostituito temporaneamente per l’EP da Orvar Safstrom. Per questo “Clandestine” verrà assoldato Johnny Dordevic, anche se in seguito quest’ultimo risulterà cantare soltanto su una traccia mentre le linee vocali saranno opera del batterista…

Lasciando le faide e i gossip da parte si può parlare di questo disco come di un’altra prova di forza degli svedesi, questa volta in grado di spiccare il volo dal punto di vista strumentale grazie a una produzione migliore e più definita, un songwriting più tecnico: purtroppo la resa totale di questo pezzo da novanta del metal estremo è inficiata dalla pietra dello scandalo, cioè il cantato, che si rivela essere la caratteristica e il punto debole allo stesso tempo.

Se brani come “Stranger Aeons” e “Crawl” sono sempre nel cuore degli appassionati potrebbero risultare addirittura più splendenti con un cantante in grado di fornire una marcia in più che purtroppo manca fra i solchi del disco: si può comunque soprassedere, visto che ci si trova di fronte a brani monumentali come “Crawl”, con una parte chitarristica distruttiva, l’opener “Living Dead”, la maligna “Sinners Bleed”, “Evilyn” (dove si possono già sentire i germogli della futura svolta compiuta con “Wolverine Blues”), “Severe Burns” e la finale “Through The Collonades”.

Un album seminale che non manca di sicuro nella collezione di ogni amante del metal estremo e di chi ha vissuto quegli anni in prima persona: per tutti gli altri che, specie per motivi anagrafici non sono riusciti a cogliere appieno la forza di questo “Clandestine”, il consiglio è di recuperarlo, se non altro per capire anche da dove viene buona parte del death metal che viene propinato oggi da ogni dove.

Entombed - Clandestine

Etichetta: Earache Records

Anno: 1991

Tracklist: 01. Living Dead 02. Sinners Bleed 03. Evilyn 04. Blessed Be 05. Stranger Aeons 06. Chaos Breed 07. Crawl 08. Severe Burns 09. Through the Collonades

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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