Angel Dust – Recensione: Enlighten The Darkness

Eccoci di fronte al classico gruppo che viene spacciato per un altro! Ovunque, dal loro rientro nel 1998 con ‘Border Of Reality’, gli Angel Dust sono stati classificati come gruppo power… ovviamente senza la previa asportazione delle fette di prosciutto dalle orecchie, o a meno di non ridurre il concetto di power metal all’uso della doppia cassa in alcuni momenti delle composizioni. Lo scorso anno ‘Bleed’ aveva fatto sobbalzare il pubblico, oggi arriva questa nuova raccolta di canzoni che conferma la band come una realtà squisitamente aliena dagli spadoni, dai cavalieri e da tutto quello che potrebbe significare power metal. Innanzitutto, si apre il disco con sonorità legate più a ‘Enter Sandman’ dei Metallica agganciate ad ‘Hi Tech Jesus’ dei Death SS che non a qualsiasi cliché power, giusto per inquadrare ‘Let Me Live’. L’ondata di ‘The One You Are’ tende a non fare prigionieri, e vira di colori thrashy il sound dei teutonici. Le interpretazioni vocali di Dirk Thurisch sono ulteriormente maturate, sfumano nelle espressioni, appoggiando il lavoro delle melodie intrecciate da Steven Banx alle tastiere e Bernd Aufermann. Il gruppo assicura pathos, valore artistico e personalità. ‘Enjoy’ è cadenzata, si muove sinuosa nell’economia del disco prima degli arpeggi di ‘Fly Away’, atmosferica quanto basta per aumentare la tensione di ‘Enlighten The Darkness’. Il treno riprende la corsa, mordendo i binari di una inarrestabile ‘Come Into Resistance’, uno dei punti più alti di tutto il disco. ‘Beneath The Silence’ è la ballad, la migliore fino ad oggi degli Angel Dust, che sembrano aver imparato a tessere la stessa tela che ha fatto di ‘Private Investigations’ dei Dire Straits una grandissima canzone, ovviamente facendo i dovuti paragoni. ‘ Still I’m Bleeding’ invece getta un ponte fra ‘Enlighten the darkness’ e ‘Bleed’, dove nell’attraversamento si perdono le connotazioni Savatage ed emerge la particolare emozionalità Angel Dust. Da qualche parte, il fatto di aver studiato le partiture Lordiane del concerto per gruppo e orchestra dei Purple ha fatto senza dubbio benissimo alla band che assesta nuovi colpi con l’intensa ‘I Need You’. Risparmiata l’artiglieria per l’interludio intitolato ‘First in line’ prima della canzone che più osa all’interno del disco. Si intitola ‘Cross of Hatered’ e forse è questo il nuovo punto di partenza per il sound degli Angel Dust, proiettato in un certo modo verso l’utilizzo della spezzettatura dei riffs, moderno, allucinata visione di un metal che nei canoni (stretti) della sua classicità, filtrata dai suoni Century Media, lascia intravedere nuove frontiere. Quasi una esplorazione più aggressiva rispetto a quanto proposto dai compagni di scuderia Sentenced, verso il tentativo di tracciare nuovi orizzonti sonori a tutto ciò che ormai abbiamo assimilato con passione e dedizione, ma che inizia ad avere una scomoda patina i polvere addosso. Si conclude, ‘Oceans Of Tomorrow’ è il congedo superbo da questo nuovo entusiasmante capitolo di un gruppo che ci è mancato per dieci anni, ma che negli ultimi tre è tornato prepotente a farsi sentire, anche se gli ostinati cercano di far passare per power metal anche la musica degli Angel Dust che, a scanso di equivoci, non lo è per niente, se non nel concetto di “potenza”;.

Voto recensore
8
Etichetta: Century Media

Anno: 2000

Tracklist:

Tracklist: Let Me Live / The One You Are / Enjoy! / Fly Away / Come Into Resistance / Beneath The Silente / Still I’m Bleeding / I Need You / First In Line / Cross Of Hatered / Oceans OF Tomorrow


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