Enforced – Recensione: Kill Grid

Forti del passaggio ad una major e del consolidamento della line up, dopo due anni di rodaggio tornano gli statunitensi Enforced con un’altra bella dose di adrenalina dritta in vena. Dovessi parlare per metafore di “Kill Grid” questa sarebbe la definizione più azzeccata, perché nei quaranta minuti abbondanti del disco si viene letteralmente crivellati dai vigorosi assalti sonori del quintetto.

Facendo un confronto con il precedente “At The Walls”, risulta evidente sin dai primi brani che le influenze punk/hardcore non siano più nevralgiche in fase di songwriting ed in particolar modo nelle linee vocali, e che la band si stia dirigendo verso lidi prettamente thrash, più che nell’ibrido con il crossover con il quale si erano presentati agli inizi nella scena underground, ed a riprova di questo troviamo anche qualche esecuzione piuttosto articolata.

Venendo al discorso di line up già accennato, le variazioni sono due, se di variazioni si può parlare, in quanto i dualismi Isaac Hullinger/Alex Bishop dietro le pelli e Will Wagstaff/Ethan Gensurowski al basso non sono più presenti, con i secondi che si sono occupati per intero delle partiture dei relativi strumenti (anche se Wagstaff è solamente switchato alla chitarra). Questo perché il disco precedente era a sua volta un mix di brani già registrati per la demo Retaliation, datata 2017, più un paio di inediti registrati appunto dai membri ora presenti in pianta stabile.

Nemmeno il tempo di premere il tasto play e si viene sommersi da “The Doctrine”, una vera e propria dinamite intrisa da riff a motosega tanto cari agli Slayer, e farciti da assoli perfettamente cesellati, anche se meno istintivi e più ragionati rispetto a quelli per i quali il buon Kerry King è divenuto famoso. In “UXO” invece a “prendere le redini del gioco” è la chitarra ritmica, ottimamente supportata dall’accoppiata basso/batteria, nel particolare giocando sull’alternanza di una annichilente cavalcata nella prima parte ed una parte più rallentata, in seguito ad un ottimo assolo a metà, ma anch’essa da puro scapocciamento.

Una intro atmosferica ci introduce al terzo brano “Beneath Me”, un amarcord dei vecchi tempi della band, se così si può dire. In alcuni frammenti i tempi si fanno sparati come non mai, come da tradizione hardcore, quasi a voler dimostrare (e con buoni risultati) di riuscire a spaziare fra le vecchie e le nuove influenze. Degna di nota, su tutta la distanza ma specialmente in questo brano, la parte tecnica di produzione e masterizzazione, che riesce a bilanciare ottimamente il suono complessivo del disco.

Con “Malignance” torniamo a sentire un fortissimo odore slayeriano, in particolare un intermezzo alla “Postmortem”, uno dei cavalli di battaglia dell’intero thrash metal, forse fra quelli meno sparato a mille ma non meno efficace in quanto ad impatto sonoro. Per il resto siamo dinanzi al solito ottimo giro di chitarra, di quelli che ti si marchia a fuoco nella mente.

Kill Grid” raccoglie invece tutto ciò che gli Enforced hanno nel loro armamentario: nei sette minuti di durata della title track, introdotti da un giro di chitarra oscuro e catatonico che ci traghetta verso il nucleo thrash del brano, più vicino alle produzioni massicce dei Sodom, che sono diventate un vero e proprio trademark. L’outro si spinge addirittura verso lidi drone, e spalanca le porte di “Curtain Fire” ed il suo riff nuovamente ispirato alla scuola Slayer. Il leit motiv è quello, ormai lo abbiamo ben appreso: chitarre che si rincorrono su ritmi, questa volta più vicini al groove, refrain che puzza non poco di anni 80 (anche vocalmente) e l’ennesima rasoiata al fulmicotone della chitarra solista, ed in seguito “Hemorrhage”, introdotta da basso e batteria, pezzo in cui Knox Colby dà il meglio di sé dietro al microfono con il suo timbro abrasivo.

I cambi di ritmo tornano protagonisti nella seguente “Blood Ribbon”, in cui la coppia Wagstaff-Monahan impugna le asce con una cattiveria inumana, proprio ai livelli di quel capolavoro che fu Reign In Blood. In chiusura troviamo “Trespasser”, uno dei brani più lunghi del disco e che si fa apprezzare perché rappresenta l’essenza dell’intero genere, ovvero plasmare un wall of sound cazzutissimo con un’amalgama di strumenti facilmente leggibile ma coinvolgente.

Giungiamo così al termine del massacro, con la consapevolezza che se negli anni a venire il thrash metal è nelle mani di gente come gli Enforced, possiamo dormire sonni tranquilli, persino i più nostalgici dei tempi che furono riguardo a questo genere, nel quale c’è ancora qualcosa da dire.

Etichetta: Century Media Records

Anno: 2021

Tracklist: 01. The Doctrine 02. UXO 03. Beneath Me 04. Malignance 05. Kill Grid 06. Curtain Fire 07. Hemorrhage 08. Blood Ribbon 09. Trespasser
Sito Web: enforced.bandcamp.com

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login