Enemynside – Recensione: Chaos Machine

Nonostante i loro 25 anni di attività e i 3 album in studio finora pubblicati, gli italiani Enemynside non sono mai divenuti qualcosa di più di una semplice realtà locale con pochissimo riscontro oltre la zona di Roma. Il gruppo si è sempre definito thrash metal semplice e classico, ma in realtà “Let the Madness Begin”, “In the Middle of Nowhere” e “Whatever Comes” mostravano ben più di una semplice “influenza” dal death melodico di realtà come Omnium Gatherum, At the Gates, Arch Enemy e Dark Tranquillity: lo spoken word come voce serve solo per distrarre gli ascoltatori.

Nonostante uno scioglimento durato 4 anni, dovuto al progressivo licenziamento di tutti i membri del gruppo, gli Enemynside, ora con una nuova formazione e ridotti ad essere il progetto solista ufficiale del chitarrista Matteo Bellezza, si rifiutano di imparare la lezione: inutile dire che pezzi come “Faceless”, “Black Mud” e “System Failure”, dall’evidente piattezza dei loro arrangiamenti (a base di singole note in palm-muting alternate con intervalli modali ormai stra-abusati nel metal di ogni tipo, non solo classico o estremo), non decollano mai o offrono qualche spunto di variazione in un album pieno di cliché come questo. Perfino quello che doveva essere un pezzo grosso, “Frozen Prison Cell”, non è un granché, a parte occasionali tritoni nelle strofe. Tra ritornelli forzati che sembrano scartati dai Trivium, linee vocali monocordi e sulla falsa riga di quelle di James Hetfield e riff stanti e ripetitivi, le speranze calano molto presto.

Non c’è molto altro da dire: “Chaos Machine” è un album scadente e vecchio di almeno tre lustri, ma non avevamo molte aspettative a riguardo. Di violenza strumentale ce n’è a volontà, quindi c’è la possibilità che qualche fan del thrash possa apprezzarlo, ma scordatevi l’originalità. Con il sospetto che gli Enemynside fermino la loro attività per qualche altro anno per motivi facilmente immaginabili, aspettiamo il nuovo quarto disco degli In.Si.Dia, la cui uscita non è ancora prevista ma comunque attesa con una certa ansia di fondo.

Etichetta: Rockshots Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Faceless 02. Black Mud 03. Suffered Defeat 04. Frozen Prison Cell 05. Deadline 06. System Failure 07. The Terror 08. Shitstorm 09. No God in Kolyma 10. Devoured

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