nulldB – Recensione: Endzeit

Hanno capito tutto, i nulldB. Dietro a questo strano moniker vi è una band tedesca dedita a un metal alternativo contaminato di elettronica, caciarone, ruffiano ed enfatico come ci si aspetta dalla tedesca maniera. “Endzeit” (che tanto per rimanere nell’ambito di una tematica attuale significa “la fine del mondo”) è un album che infila una serie di singoli, canzoni che guardano al kitsch dei connazionali Rammstein con l’aggiunta di un moderno groove tutto metalcore che farà la gioia delle nuove leve. Cari metallari con il ciuffo che vi copre un occhio, qui c’è tutto ciò che fa per voi: ritornelli disincantati, melodie struggenti e una voce graffiante ma romantica e sorniona quanto basta. Al di là di questa sua totale ricerca del consenso commerciale e della canzone radiofonica, “Endzeit” è in realtà un album parecchio gradevole, ideale per un ascolto senza troppi impegni, magari durante un viaggio in macchina. Il trittico iniziale, composto da “Tyrannei”, la titletrack e “Roten Regen”, fa leva su momenti di immediata fruizione e mostra subito come il gruppo mitteleuropeo possa vantare un songwriting privo di sbavature, tanto semplice quanto efficace. Alcune parentesi sui generis, come l’utilizzo delle chitarre acustiche in “Kinder Des Zorns” e “Freiheit” o lo sfacciato ma intrigante rap-metal di “Buchse Der Pandora”, rappresentano il valore aggiunto di un album assolutamente innocuo da un punto di vista artistico, ma piacevole dalla prima all’ultima nota.

Voto recensore
6,5
Etichetta: AFM / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:

01. Tyrannei
02. Endzeit
03. Roter Regen
04. Kinder Des Zorns
05. Kaltes Herz
06. Versuch Es Doch
07. Leben
08. Taub Blind Stumm
09. Freiheit
10. Die Jagd Beginnt
11. Flucht
12. Déjà Vu
13. Büchse Der Pandora


Sito Web: http://www.null-db.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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