Enbound – Recensione: The Blackened Heart

Chiudiamo in bellezza questo 2016 all’insegna del power metal con il secondo disco degli Enbound. “The Blackened Heart” è una lieta sorpresa di fine anno, un lavoro maturo, arriangiato con raffinatezza e buon gusto, decisamente valorizzato dalla prestazione dietro al microfono del bravo Lee Hunter. La band svedese non brilla per originalità, ma il lavoro, ispirato a Kamelot , Masterplan e Stratovarius, sarà comunque apprezzato dai fan dei big appena citati.

Gli Enbound cercano di vincere grazie all’immediatezza delle melodie ed all’impatto dei brani, mai troppo lunghi e complessi a livello strumentale, come nell’opener “Falling“, diretta, orecchiabile ed un po’ ruffiana. “Give Me Light“è un singolo di appena tre minuti, arricchito comunque da orchestrazioni di classe e molto curate, così come “Holy Grail“, in cui gli svedesi confermano di avere il dono della sintesi. “Twelve” è la song più ragionata di “The Blackened Heart” ed inserisce momenti acusti e pianistici, che creano atemosfere emozionanti, ancora una volta con il vocalist sugli scudi.

Abbiamo optato per una recensione di “The Blackened Heart” in linea con l’abum a cui è riferita, ovvero concisa e senza troppi fronzoli. Gli Enbound sono tornati sul mercato con un disco assolutamente piacevole, che si lascia ascoltare volentieri, ma che presenta anche qualità tecniche e di songwriting di tutto rispetto, pur inserite nelle canzoni senza strafare. Chi apprezza il genere, può tranquillamente aggiungere mezzo punto alla valutazione finale.

enbound-blackenedheart

Voto recensore
6,5
Etichetta: Inner Wound Recordings

Anno: 2016

Tracklist: 01. Falling 02. Give Me Light 03. Crossroad 04. Get Ready For 05. Feel My Flame 06. Twelve 07. Holy Grail 08. HIO 09. They Don't Really Know 10. Make You So Unreal
Sito Web: https://it-it.facebook.com/enbound/

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

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