Emperor – Recensione: IX Equilibrium

Iniziamo subito col dire che la fase creativa e vitale dei mitici Emperor (1991-2001) è costellata di album memorabili e che “IX Equilibrium” non poteva certo fare eccezione, pur trattandosi di un lavoro di transizione tra il primo periodo (più ‘occulto’) e quello in cui si stavano addentrando, contraddistinto da evoluzioni sia sonore (lo stesso anno uscirà il geniale seppur sottovalutato split con il connazionale S.W. Krupp, alias Thorns) che tematiche (trattando in maniera maggiore di misticismo e forze della natura).

Pur non raggiungendo le vette compositive ed emozionali del mitico “In The Nightside Eclipse”, celeberrima opera prima davvero originale nel suo genere, con questo terzo album la band conferma il livello di creatività dimostrato con il bellissimo “Anthems…”, a seguito del quale si era ridotta a trio (Ihsahn/Samoth/Trym). Registrato all’Akkerhaugen Lydstudio tra l’ottobre del 1998 e il gennaio del ’99 e uscito per Candlelight, il disco si divide in nove tracce per un totale di quarantatré minuti durante i quali viene dato sfoggio di un’abilità compositiva ed esecutiva unica (le ritmiche sono decisamente serrate), ascrivibile unicamente agli Emperor: se thrash ma soprattutto death metal si fanno spesso sentire in questa opera esaustiva e ricercata, e se il leader alterna talvolta la voce pulita al suo tipico screaming, è comunque ancora il sound degli esordi a dettare legge. Come esempio dello sforzo di restare ancorati alle origini potremmo citare il blastbeat di “Decrystallizing Reason”, ma troviamo spesso momenti ricchi di cambi di tempo (tipico esempio è “Nonus Aequilibrium”) e altri meno veloci ma dai toni particolarmente epici (“The Warriors…”). Il tutto naturalmente è pervaso di intensi saliscendi tastieristici. Al tempo dell’uscita dell’album la mancanza di impurità e l’alto livello di perfezionamento (e arrangiamenti) raggiunto da Ihsahn e soci in anni di attività avevano riscosso tiepidi entusiasmi da parte dei loro seguaci duri e puri, ma in ogni caso si tratta ancora dell’ultimo lavoro prettamente black, dato che con “Prometheus” i tre norvegesi andranno ad esplorare territori sonori di più ampio respiro e in buona parte vicini al symphonic (power) metal, portando oltretutto in primo piano quei passaggi complessi e dalla precisione chirurgica che su questo terzo lavoro cominciavano solo a fare capolino.

IX Equilibrium” è reperibile in numerose versioni (ad oggi se ne contano più di 20, comprese quelle in vinile) e se non ce l’avete ancora, vi suggeriamo di aggiungerlo senza tentennamenti alla vostra collezione, non ve ne pentirete: certo non sarà una pietra miliare del black metal, ma sicuramente è una delle opere più oneste e meglio riuscite in una fase in cui tante band scandinave stavano compiendo scelte stilistiche talvolta azzardate pur di emergere da un movimento musicale che rischiava di perpetrarsi nella sua gloria autocelebrativa.

Etichetta: Candlelight Records

Anno: 1999

Tracklist:

1. Curse You All Men!
2. Decrystallizing Reason
3. An Elegy Of Icaros
4. The Source Of Icon E
5. Sworn
6. Nonus Aequilibrium
7. The Warriors Of Modern Death
8. Of Blindness And Subsequent Seers
9. Outro (hidden track)


Sito Web: https://www.facebook.com/emperorofficial/

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