Emigrate – Recensione: The Persistence Of Memory

Tre anni dopo l’uscita di “A Million Degrees” possiamo gustare un nuovo lavoro degli Emigrate, il side-project di Richard Kruspe dei Rammstein. Ormai si può evincere che quello che era nato in origine come un semplice progetto estemporaneo ora è diventato molto più di questo, infatti il nuovo “The Persistence Of Memory” è già la quarta opera realizzata dal nostro nel giro di pochi anni. Quello che non cambia con gli Emigrate è la maggiore libertà artistica esercitata da Kruspe rispetto alla band madre, in cui può dar sfogo a tutta la sua creatività, senza alcun limite  e senza precludersi sperimentazioni di vario genere.

Le nove tracce qui presenti sono frutto di una sua ricerca tra i vecchi demo che aveva registrato, alcuni risalenti anche a due decadi fa, e che ora riprendono vita e freschezza grazie ad un’abile riscrittura e una maggiore consapevolezza personale ed interiore. Musicalmente parlando ci troviamo al cospetto di un rock industriale contaminato dall’elettronica, ma che non rinuncia alle melodie e ai ritornelli travolgenti ed immediati, impossibili da non canticchiare, come nel caso dell’iniziale e danzereccia “Rage”. In “Always On My Mind”, cover del celebre brano di Elvis Presley, riproposto in seguito anche da altri artisti come Willie Nelson ed i Pet Shop Boys, Kruspe si avvale della presenza di Till Lindemann che, con il suo inconfondibile timbro  e la sua interpretazione personale, riesce a dare lustro e ironia ad un pezzo di questo tipo.

Altro brano vincente è la cadenzata “Freeze My Mind”, che è stata una delle prime canzoni composte nel lontano 2001, ma che a distanza di venti anni suona ancora fresca ed attuale, seguita dalla maestosa e corposa “I’m Still Alive”, dal ritornello ruffiano e altamente memorizzabile, mentre “Come Over” è deliziosa elettronica allo stato puro ed è impossibile non lasciarsi trasportare dal suo ritmo coinvolgente. In “You Can’t Run AwayKruspe mostra il suo lato più intimo e vulnerabile, lasciando esposte tutte le sue fragilità ed insicurezze. Ineccepibile anche la sua prestazione vocale molto intensa e a volte sofferta a cui fa da contraltare la marziale “Hypothetical”, una esplosione di energia incontrollabile che travolge tutto e tutti.

La conturbante “Blood Stained Wedding” e  la drammatica, teatrale “I Will Let You Go” sigillano questo “The Persistence Of Memory”, un album che chiude il cerchio con il passato, ma che spiana la strada per il futuro, un futuro roseo per gli Emigrate, con un Kruspe indubbiamente più maturo e ispirato, in una costante crescita artistica in continua evoluzione. Un ritorno in grande stile da fare vostro ad ogni costo.

 

Etichetta: Emigrate Production/Sony Music Entertainment

Anno: 2021

Tracklist: 01. Rage 02. Always On My Mind 03. Freeze My Mind 04. I’m Still Alive 05. Come Over 06. You Can’t Run Away 07. Hypothetical 08. Blood Stained Wedding 09. I Will Let You Go
Sito Web: https://www.emigrate.eu

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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  1. kyughs

    Tati richiami ai Depeche Mode…ma tanti

    Reply

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