Unearthly Trance – Recensione: Electrocution

Giunti alla quarta uscita sulla lunga distanza (seconda per Relapse), i newyorkesi Unearthly Trance si pongono ormai come una realtà consolidata in ambito sludge/doom. Il nuovo “Electrocution”, infatti, ribadisce in toto la perizia di una band devota anima e corpo ad un suono slabbrato, altamente devastante a tratti. Partiture lente, giocate con variazioni rumoriste ed una psichedelia “acida” neurosiana, rendono l’insieme interessante, anche se l’aspetto sonoro dei nostri rimane poggiato in massima parte sul riff down tuned. Buona l’alchimia strumentale del trio capitanato dal vocalist/chitarrista Ryan Lipynky, quest’ultimo dominato dall’anima perduta del leader (ex???) dei Celtic Frost, Thomas Gabriel Fisher. Poche variazioni di tema, rendono l’ascolto poco avvezzo a chi abitualmente non mastica certe sonorità, ma allo stesso modo l’insieme delizierà gli “aficionados” del suono lugubre, amalgamato ad un’attitudine “necro” esposta al meglio da un cantato screaming black che fa capolino in più punti. Vicini all’azione belligerante dei compatrioti Lair of The Minotaur, ma senza quell’attitudine thrash slayeriana del combo di mr. Rathbone, Unearthly Trance si confermano attendibili alfieri di un genere severo, perfetto nel mostrare quanto di più indesiderabile e reietto c’è nell’animo umano. Losers assolutamente convinti ed una “God Is A Beast” non è altro che l’unico mezzo credibile di come esprimere le loro astrazioni eversive. Ovviamente se ne raccomanda l’ascolto a chi cerca l’autentico metal underground.

Voto recensore
7
Etichetta: Relapse / Masterpiece

Anno: 2008

Tracklist: 01. Chaos Star
02. God Is A Beast
03. The Dust Will Never Settle
04. Diseased
05. The Scum Is In Orbit
06. Religious Slaves
07. Burn You Insane
08. Distant Rhoads Overgrown

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