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Electric Wizard – Recensione: Dopethrone

Con l’avvento del terzo millennio il metal trova l’ennesima, sorprendente nuova maniera di esprimersi. Tale forma è portata avanti da un gruppo inglese che inneggia al consumo di droghe e ironizza sul connubio metal-satanismo, è appassionato di cinema horror underground e, soprattutto, è pervaso da un pessimismo e da un nichilismo senza eguali. Quel gruppo sono gli Electric Wizard e la loro letale miscela di doom, stoner e sludge plasma un suono pachidermico, oscuro e soffocante che non lascia scampo. Questo “Dopethrone” è forse tuttora il loro inarrivabile capolavoro, un disco malvagio, fumoso e denso di negatività come pochi altri esempi nella storia della musica.

Quasi tutti i brani dell’album sono esageratamente lunghi e ossessivi e viaggiano su ritmi tutt’altro che veloci. La breve opener “Vinum Sabbathi”, una sorta di intro, ci presenta la voce filtrata e malata del folle leader Jus Oborn, cantante e chitarrista della band. La successiva “Funeralopolis”, con il suo indimenticabile riff iniziale, i respiri affannosi di Oborn e la sua sfuriata conclusiva, è già un monumento al doom più marcio e tenebroso, mentre gli oltre 15 minuti della suite in tre parti “Weird Tales” sono psichedelia pura. Segue la massiccia “Barbarian”, sei minuti e mezzo di intossicazione sonora.

Non c’è pace nemmeno negli 11 minuti di “I, The Witchfinder”, se possibile ancora più pesante, schiacciasassi e soffocante di quanto sentito finora. Seguono il breve intermezzo strumentale di “The Hills Have Eyes” e la massiccia e potente “We Hate You”, unico brano del platter con una durata “accettabile”, ma comunque totalmente in linea con le sue coordinate stilistiche. I restanti 25 minuti del disco sono suddivisi in due nuove lunghissime e malatissime tracce: l’ipnotica title track e l’imperdibile bonus (la canzone è stata inserita nell’opera solo in occasione delle successive ristampe) “Mind Transferal”, un altro bell’esempio di pezzo allucinante e psichedelico.

Pochi dischi nella storia recente del metal hanno saputo essere innovativi, originali e attuali come “Dopethrone” degli Electric Wizard. Questo album è stato infatti in grado di dare voce e corpo a tutte le ossessioni e le inquietudini del nostro tempo, dipingendo uno scenario decadente e senza speranze. Rimanendo invece legati al discorso più strettamente musicale, possiamo dire che fino ad ora non molte altre band sono riuscite a dare forma a un suono tanto pesante, denso e asfittico come quello del combo del Dorset.

Etichetta: Rise Above Records

Anno: 2000

Tracklist:

01. Vinum Sabbathi
02. Funeralopolis
03. Weird Tales
04. Barbarian
05. I, The Witchfinder
06. The Hills Have Eyes
07. We Hate You
08. Dopethrone
09. Mind Transferral


Sito Web: https://www.facebook.com/electricwizarddorsetdoom?fref=ts

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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