Ektomorf – Recensione: Fury

Dopo uno scossone che ha portato a un radicale cambiamento della line-up, il mastermind degli ungheresi Ektomorf, Zoltán Farkas, ha arruolato Szebasztián Simon (chitarra), Attila Asztalos (basso) e Dániel Szabó (batteria) per dare alle stampe “Fury”, nuovo disco della band uscito ancora sotto l’egida di AFM Records. A distanza di tre anni dal precedente “Aggressor”, il ritorno del combo è segnato da dieci brani di solido Thrash Metal caratterizzati da un prepotente groove, da continue quanto brutali accelerazioni e da un piglio diretto e sfrontato.

Poco più di mezz’ora di musica, dunque, suonata in maniera diretta, senza troppi orpelli o virtuosismi di alcun genere: “Fury” è un blocco monolitico che regala ai fan della musica estrema brani devastanti come l’opener “The Prophet of Doom”, la successiva “AK47” o la conclusiva “Skin Them Alive”. Allo stesso tempo, Farkas e soci alternano il mood generale del platter cimentandosi in mid-tempo efficaci come la title track, “Tears of Christ” o la terremotante “Blood for Blood”.

Se nel primo caso gli Ektomorf lasciano trapelare le influenze Hardcore alla base del loro sound, nel secondo ritornano evidenti venature figlie dell’Alternative Metal. In quest’altalena di approcci e soluzioni adottate, il combo ungherese ha trovato la sua formula magica che, purtroppo, almeno in questo caso non ha sortito gli effetti sperati.

Giunti al termine dell’ascolto, infatti, si ha la sensazione di trovarsi di fronte a un prodotto non sufficiente che si limita a ripresentare stancamente composizioni derivative. Il songbook dei Sepultura, o meglio, dei Soulfly è sempre un chiaro riferimento per gli Ektomorf e, spostandoci tra i solchi di “Fury”, si è spesso colti da una fastidiosa sensazione di déjà-vu. Quando manca l’originalità, la freschezza dei brani dovrebbe rappresentare la vera marcia in più: come successo nel suo predecessore, anche in quest’occasione non tutti i brani riescono a impedire al lettore di saltare al successivo, denotando un’esecuzione fin troppo scolastica di schemi abusati.

La speranza è legata al fatto che “Fury” rappresenta la prima prova in studio di una band cambiata in ben tre elementi su quattro. Il tour di supporto al tredicesimo album della band potrebbe cementare l’intesa tra le singole parti e portare alla realizzazione di qualcosa di più interessante. Per ora, davvero troppo poco.

Ektomorf Fury Cover Album 2018

Voto recensore
5,5
Etichetta: AFM Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. The Prophet Of Doom 02. AK 47 03. Fury 04. Bullet In Your Head 05. Faith And Strength 06. Infernal Warfare 07. Tears Of Christ 08. Blood For Blood 09. If You’re Willing To Die 10. Skin Them Alive
Sito Web: https://www.facebook.com/EktomorfOfficial/?ref=br_rs

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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