Oceansize – Recensione: Effloresce

Probabilmente uno dei debutti dell’anno.

Probabilmente uno dei migliori dischi inglesi del 2003.

Probabilmente un disco che prende alcune frange del metal e le stupra, le disassembla e le ricuce con un talento fuori dal comune.

Potete sentirci le urgenze dei Deftones, il sangue ribollente degli episodi migliori dei King Crimson digeriti con pastiglie di Mars Volta. Potete sentirci una coppia da infarto quale ‘Remember Where You Are’ ed ‘Amputee’, come se fossero gli effetti della caduta di un asteroide su una casa di Seattle impregnata ancora di grunge. E’ talmente eccessivo nella durata, ‘Effloresce’, che non ci si stanca di farsi del male ascoltandolo a ripetizione per vederlo muoversi ascolto dopo ascolto nei paesaggi elettrici di una Inghilterra che non vuole (più) sottostare ad una onnipotenza Statunitense per dare nuova luce al rock. E’ un urlo di dolore forse che intreccia Radiohead e Tool, Mars Volta e rock anni settanta, primogenito sulla lunga (molto lunga) distanza dopo due ep passati clamorosamente sotto silenzio. E’ un disco bastardo che entra in silenzio sotto pelle per rimanerci, affascinando con il tempo anche i primi scettici ascolti, rivelando ogni parentela possibile anche con Mansun e rimanendo dannatamente personali.

C’è poco altro da scrivere, forse è questo il segreto di uno dei debuttipiù interessanti del cosiddetto "new english breed": nel farlo vostro, potreste rimanerne schiavi a lungo.

Voto recensore
8
Etichetta: Beggars Banquet / Self

Anno: 2003

Tracklist: 01. I Am The Morning
02. Catalyst
03. One Day All This Could Be Yours
04. Massive Bereavement
05. Rinsed
06. You Wish
07. Remember Where You Are
08. Amputee
09. Unravel
10. Women Who Love Men Who Love Drugs
11. Saturday Morning Breakfast Show
12. Long Forgotten

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