Edenbridge – Recensione: Dynamind

Una sicurezza. Gli austriaci Edenbridge, guidati dal geniaccio Lanvall, arrivati al decimo album ed al ventunesimo anno di esistenza, non si sono mai fermati ed hanno perfezionato il loro suono e le loro intenzioni. Da cloni “gentili” degli Nightwish sono diventati molto di più, in un processo di crescita costante che ha regalato albums godibilissimi e la voce angelica di Sabine Edelsbacher, dal timbro leggero e naturale, totalmente opposto a quelli “operistici” e molto costruiti, style Tarja Turunen.

 

“Dynamind” arriva due anni dopo l’ottimo “The Great Momentum”, è stato finanziato anche attraverso una operazione di crowdfunding, e la sognante ed epica copertina è stata realizzata dal batterista  Johannes Jungreithmeier, confermando una certa urgenza compositiva e creativa. A Lanvall va riconosciuta la grande capacità di unire elementi sinfonici di grande effetto a sonorità più taglienti ed heavy, soprattutto nelle chitarre, a volte ispirate al migliore Petrucci dei Dream Theater, e culminanti in grandi ritornelli dall’estremo gusto romantico e melodico.

 

 

E’ questa la cifra stilistica dell’intensa e stratificata suite “The Last Of His Kind”, che non ha paura di soffermarsi su parti di chitarra “liquide” e atmosferiche, e sonorità acustiche quasi meditative, per poi esplodere in un finale pomposo e spettacolare degno di certi Queen. Per poi sfociare nella title track, una elegia vocale di soli di minuti che conclude l’opera con una atmosfera sospesa e quasi pink floydiana.

 

Tornando indietro nell’album, assistiamo ad altri momenti spettacolari, come la melodia veloce ed immediata di “Live and Let Go”, oppure l’esaltante danza folk in “On The Other Side”, o le articolate evoluzioni di “All Your Yesterdays”, grande esempio di maturità compositiva ed arrangiata alla grande dal solito Lanvall. Questi sono soltanto esempi che codificano “Dynamind” come un disco eccellente, di grande godibilità nell’ascolto, anche se non sempre immediato, grazie a quell’elemento progressivo che rende la ricetta sinfonica meno piatta e scontata. Un altro passo in avanti per gli Edenbridge!

Etichetta: Steamhammer

Anno: 2019

Tracklist: 1. The Memory Hunter 2. Live And Let Go 3. Where Oceans Collide 4. On The Other Side 5. All Our Yesterdays 6. The Edge Of Your World 7. Tauerngold 8. What Dreams May Come 9. The Last Of His Kind 10. Dynamind
Sito Web: https://www.edenbridge.org/

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