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Ecnephias – Recensione: The Sad Wonder Of The Sun

A due anni di distanza dal precedente album omonimo tornano gli Ecnephias (Mancan alla voce e alla sei corde, Nikko alla chitarra, Khorne al basso, Sicarius alle tastiere e Demil alla batteria) con questo nuovo “The Sad Wonder Of The Sun”, pubblicato per My Kingdom Music. Sia chiaro fin dall’inizio che la band ha saputo compiere un’evoluzione stilistica sconvolgente, pur mantenendo il gusto mediterraneo e oscuro che contraddistingue da sempre le proprie composizioni: fin dall’iniziale “Gitana” la maestosità dettata dalla voce di Mancan, sempre suggestiva, guida il reparto sonoro in cui le tastiere ricoprono da subito un ruolo fondamentale e non possono essere ascritte a mero complemento di queta opener che profuma di malinconia del sud Europa. Raffaella Cangero (proveniente dal gruppo La Janara) è l’ospite femminile che dialoga in “Povo De Santo”, potente brano che scandisce il proseguire del viaggio e dimostra le capacità compositive degli Ecnephias; “Sad Summer Night” fa emergere la vena più dark wave perfettamente integrata al retroterra della band e può contare su di un chorus memorabile così come l’assolo, accompagnato da un pianoforte caldo e glaciale allo stesso tempo.

“The Lamp” si apre con una ritmica più decisa, è orecchiabile e ha un sentore di synth pop, maestosa e scorrevole allo stesso tempo con sognanti tastiere finali mentre “Nouvelle Orleans” stupisce per il suo ritmo in levare, reggae, segno ulteriore del calore che permea tutte le composizioni così come il solo in cui chitarra e tastiera si danno il botta e riposta accompagnati da una sezione ritmica che tiene il passo e fa partire il finale con una epicità latina. “A Stranger” è decadente e potente, con una chitarra pulita in grado di donare un’ulteriore vena oscura al brano e si conclude con una progressione finale che lascia sulla pelle la sensazione di un viaggio spirituale che continua eternamente; “Quimbanda” è ficcante, profumata di effluvi dark wave fin dall’inizio, diventando gothic dark fino all’osso e da brividi col suo inciso in italiano, quasi a confermare nuovamente la teatralità del gruppo (complice nuovamente la già citata ospite femminile alla voce) in ogni frangente, anche quando ci si trova di fronte a una costruzione armonica semplice ma strutturata in ottima maniera e con un finale vincente in grado di conferire al brano il potenziale da hit; “Maldiluna” parte acustica e procede malinconica, figlia di un ritornello notevole e di un intemezzo acustico sognante siul quale si inserisce nuovamente l’italico idioma. La conclusione è affidata a “You”, in grado di coniugare perfettamente irruenza, pop, elettronica ed oscurità così come tutto “The Sad Wonder Of The Sun” è in grado di fare: un CD a tutto tondo, in cui lo spirito dionisiaco affiora ad ogni nota, ammantato di caldo vento del Sud o di note sintetiche, di voci suadenti o strozzate, di note pulsanti e di ritmiche in grado di cambiare colore.

Una scelta coraggiosa e da applausi a scena aperta: nuove strade percorse, senza paura di appartenere a un genere o all’altro, non possono che far ammirare gli Ecnephias e “The Sad Wonder Of The Sun”, album di una bellezza superiore e ingrado di essere apprezzato anche dai non”avvezzi alle sonorità”.

Voto recensore
8,5
Etichetta: My Kingdom Music

Anno: 2017

Tracklist: 01. Gitana 02. Povo De Santo 03. Sad Summer Night 04. The Lamp 05. Nouvelle Orleans 06. A Stranger 07. Quimbanda 08. Maldiluna 09. You
Sito Web: https://www.facebook.com/ecnephias/

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