Eat It (Reissue)

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Eat It (Reissue)

Humble Pie

Track Listing

01. Get Down To It
02. Good Booze And Bad Women
03. Is It For Love?
04. Drugstore Cowboy
05. BlackCoffee
06. I Believe To My Soul
07. Shut Up And Don't Interrupt Me
08. That's How Strong My Love Is
09. Say No More
10. Oh, Bella (All That's Hers)
11. Summer Song
12. Beckton Dumps
13. Up Our Sleeve
14. Honky Tonk Women
15. (I'm A) Road Runner

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Quando fece la sua prima comparsa sul mercato nel 1973 “Eat It” suscito probabilmente non poco sconcerto tra gli amanti dell’hard-boogie rock. Come per tante altre band nella storia della musica anche gli Humble Pie, in primis il leader carismatico Steve Mariott, si trovarono difatti a dover fronteggiare la difficoltà di bissare quello che fino ad ora era stato il loro album di maggior successo, il vendutissimo e acclamato “Smokin’”.

E’ probabile però che gli ignari fan della band acquistando in un negozio il nuovo album (non era mica come oggi facile trovare anticipazioni e download pirata sulla rete…) mai si sarebbero aspettati una svolta come quella contenuta nel suddetto disco.

Come in una sorta di catartico manifesto della più lucida follia un inarrestabile Steve Mariott aveva guidata in quasi completa solitudine (quanto poca fosse la convinzione degli altri lo si evince leggendo le note all’interno proprio di questa ristampa) una trasformazione che aveva estirpato la radice hard nella matrice musicale della band, assoldando come accompagnamento vocale un trio di splendide voci soul (chiamate The Blackbarries) e dedicandosi a tutto ciò che potesse allontanare la band dal rock duro.

Quattro facciate (virtuali, ovviamente, su cd): una contenete un rock soul dal respiro funky e dalle luci sfolgoranti, una seconda riempita di rifacimenti di brani soul (tra cui la strepitosa “Black Coffe” Di Ike & Tina Turner). Una terza fase più introspettiva e quasi da cantautore, con brani acustici sognanti e notturni, per poi concludere il tutto con alcuni brani registrati dal vivo pieni di energia e positività.

Probabilmente non si tratta del lavoro più amato della band e neanche di quello più personale, ma c’è poco da lamentarsi; la musica qui raccolta è in ogni caso bellissima e senza tempo, fotografia indelebile di un artista che ha messo l’espressività davanti al business. Chapeau.

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