Die Verbannten Kinder Evas – Recensione: Dusk And Void Became Alive

I Die Verbannten Kinder Evas (ovvero “I Figli Esiliati Di Eva”) sono un duo viennese formato dal vocalist e polistrumentista Protector, leader degli ottimi Summoning (recenti autori dello splendido ‘Oath Bound’) e dalla cantante Lady Of Carnage, al secolo Christina Kroustali.

Attivi fin dal 1994, gli austriaci arrivano con ‘Dusk And Void Became Alive’ al quarto full-length dopo ben sette anni di stand-by, per offrirci un platter di musica ambient solo marginalmente riconducibile al metal, ma che presenta talvolta continuità in forza delle sue atmosfere intense e decadenti.

Facendo proprie le venature folk e medievali presenti nei Summoning, Protector compone un disco nel quale confluisce la sua anima più melodica e intimista, un platter in cui si rincorrono e sovrappongono strumenti classici come il violino e il pianoforte, corni, cori monastici, percussioni e musica medievale, mentre le dolci vocals di Christina fungono da filo conduttore. I brani alternano sensazioni malinconiche e sofferenti a momenti più romantici dal sapore celtico dove sembra emergere una certa influenza dettata da artiste come Enya e Loreena McKennit.

L’ascolto scorre piacevole e senza intoppi, ovviamente ‘Dusk And Void Became Alive’ è un lavoro da apprezzare per la sua natura fuori dagli schemi e siamo certi che raccoglierà consensi tra i fruitori di questo genere, tanto spesso apprezzato anche da chi ascolta metal nelle sue derive più estreme.

Voto recensore
6
Etichetta: Napalm Rcs. / Audioglobe

Anno: 2006

Tracklist:

01.Dusk And Void Became Alive
02.Mistrust
03Winters Night
04.Unquiet Thoughts
05.Cease To Breath
06.Praise Blindness Eyes
07.Virtues Cloak
08.Moon Muse
09.Catharsis


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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