Duff McKagan – Recensione: Tenderness

Ventisei anni sono passati da “Believe In Me” primo album solista di Duff McKagan, bassista dei leggendari Guns N’ Roses che ora ritroviamo nuovamente in pista con un nuovo lavoro intitolato “Tenderness” ispirato dai suoi viaggi durante la reunion con la band madre e che originariamente doveva uscire in forma cartacea. Infatti in una intervista Duff ha affermato che le idee che aveva in mente scaturite dal costante viaggiare intorno al mondo e vederne anche le sue brutture hanno fatto affiorare sentimenti in lui come il dolore, la rabbia, la paura e la confusione che necessitavano di venir espressi tramite la sua verità con lo scopo di aiutare tutti.

Tenderness” è stato prodotto da lui e da Shooter Jennings e in queste composizioni troviamo poco del sound delle pistole e delle rose o dei Velvet Revolver o dei suoi Loaded, ma rimane l’attitudine e l’approccio punk che da sempre fanno parte del bassista, tanto quanto la sua voce biascicata e nasale che tutti amiamo. Queste undici composizioni hanno un forte retro gusto cantautorale e sicuramente necessitano di vari ascolti per essere assimilate ed apprezzate in pieno, ma rappresentano anche un nuovo ed emozionante capitolo musicale per McKagan in cui si mette a nudo e affronta anche temi sociali importanti come il movimento #metoo di cui si parla nel brano “Last September” o dell’abuso di farmaci e droghe in “Falling Down”.

Il disco si apre con la titletrack uscita già in primavera come primo singolo e che abbiamo ampiamente avuto modo di metabolizzare, un pezzo morbido in cui l’inconfondibile voce di Duff viene accompagnata al piano e a cui successivamente in un crescendo continuo vengono aggiunti gli altri strumenti arricchiti da ricche armonie vocali. La successiva “It’s Not Too Late” ha un flavour west coastianiano, mentre “Wasted Heart” è una vincente ballata rock che rimane in testa dal primo ascolto, merito del ritmo dondolante e della voce suadente di McKagan aricchita anche dall’uso del sassofono nella parte finale. “Chip Away” è sicuramente il brano più ritmato e dinamico dell’intero lotto e che fa battere il piedino, ma non è un pezzo easy come sembra, infatti Duff afferma che è un veicolo contro le notizie via cavo e le agende che dividono tutto e tutti a favore del Dio denaro facendo in modo che la storia si ripeta all’infinito, ma fornisce anche un messaggio positivo e cioè quello che insieme supereremo tutto questo.

Seguono la Rolling Stones-oriented “Cold Outside” e la coinvolgente “Feel” dalle forti tinte gospel che ci conducono alla parte finale del disco con il duetto con Shooter Jannings su “Breaking Rocks” e a “Parkland” dove Duff scava ancora di più in profondità affrontando il tema tragico delle sparatorie nelle scuole per concludere poi con “Don’t Look Behind “You” che rappresenta un messaggio di speranza, di non soffermarsi al passato e di ripeterne gli errori, ma bensì di andare avanti per migliorare il futuro. Un album questo “Tenderness” sicuramente non per tutti, ma consigliato a chi è di ampie vedute e ama la musica nella sua interezza fatta di mille sfaccettature.

Etichetta: Hip-O-Records

Anno: 2019

Tracklist: 01. Tenderness 02. It’s Not Too Late 03. Wasted Heart 04. Falling Down 05. Last September 06. Chip Away 07. Cold Outside 08. Feel 09. Breaking Rocks 10. Parkland 11. Don’t Look Behind You
Sito Web: http://www.duffonline.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login