Deathspell Omega – Recensione: Drought

Non sempre la qualità di un album è proporzionale alla sua durata, a volte si possono fare grandi cose in poco tempo. I Deathspell Omega ne sono un esempio perfetto. A breve distanza dall’EP “Diabolus Absconditus”, la band si riaffaccia sul mercato discografico con un nuovo mini, che in soli 21 minuti ne raccoglie al meglio tutta l’essenza. La concezione di black metal del gruppo è come sempre suscettibile di numerose sperimentazioni, velleità d’avanguardia e soprattutto di tratti caratterizzanti che hanno di fatto eletto questo ensemble tra i migliori rappresentanti del genere. “Drought” vanta una tecnica esecutiva impressionante e non solo. In questo breve ma intenso ascolto troveremo un perfetto equilibrio tra la malignità del black e parti dal forte respiro melodico, inserito in un contesto cupo che di fatto esplica le liriche filosofico/letterarie dei francesi. “Salowe Vision” è una diabolica litania doom pregiata da un crescendo di pianoforte, porta ideale per le successive “Fiery Serpents” e “Scorpions & Drought”, due brani di una violenza inaudita ma posta sui binari della ragione grazie all’elevato bagaglio tecnico, attraverso cambi di tempo e pregevoli ricami della chitarra. L’intermezzo “Sand” ci porta alla più ragionata ma altrettanto muscolare “Abrasive Swirling Murk”, mentre la matrice doom iniziale è ripresa dalla conclusiva “The Crackled Book Of Life”, che rallenta progressivamente fino ad arrivare a un totale senso di tranquillità e silenzio, forte di melodie sensuali. In attesa di una nuova prova sulla lunga distanza, “Drought” non può mancare nella vostra collezione.

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: Season Of Mist / Audioglobe

Anno: 2012

Tracklist:

 

01. Salowe Vision
02. Fiery Serpents
03. Scorpions & Drought
04. Sand
05. Abrasive Swirling Murk
06. The Crackled Book of Life


Sito Web: www.deathspellomega.com

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