Orphanage – Recensione: Driven

In un periodo in cui nel genere gothic metal di metal sembra essere rimasto solo il nome nell’etichetta o poco più, ecco arrivare gli olandesi Orphanage al debutto tra le fila della Nuclear Blast con il loro quarto lavoro in studio. Come anticipato ‘Driven’ può essere tranquillamente catalogato alla voce gothic metal, ma l’album, a differenza di quanto spesso accade per altri gruppi simili, non ha mai il difetto di appiattirsi velocemente su soluzioni musicali stereotipate e ripetute, ma tende invece a svariare spesso e volentieri uscendo da quello che è il seminato classico di questo genere per avvicinarsi ben più di una volta a lidi musicali più estremi (questo probabilmente anche grazie ad una produzione che sa molto di “moderno”, sempre in contrasto con quanto succede solitamente in questo ambito). Lungi dall’essere un peccato mortale, questa peculiarità aiuta a rendere l’album ancora più interessante ed emblematici allora sono il mix assurdo di vocalizzazioni in ‘Cold’ e le divagazioni in territori thrash e affini di ‘Dead Ground’. Tra le tracce di ‘Driven’ ci si può sentire davvero un pò di tutto, dai Crematory ai Within Temptation, dai The Gathering ai Dreams of Sanity, e questo può voler dire fondamentalmente due cose: o gli Orphanage sono davvero bravi a prendere spunto da tanti gruppi diversi tra loro e a mischiare alla perfezione molteplici influenze, oppure sono riusciti a creare un sound personale quanto basta e sufficientemente unico in cui i supposti richiami ad altre band altro non sono che il frutto dei limiti imposti dal numero di note presenti sul pentagramma (giratele come volete, ma sempre sette restano). E’ probabile che la verità, come sempre, stia nel mezzo e quindi parliamo di ‘Driven’ come di un album piacevole, non trascendentale, dove gli appassionati del genere potranno trovare esaltato al massimo ogni elemento della loro musica preferita. Un plauso in particolare va all’accoppiata di voci maschile e femminile (proprietà di George Oosthoek e Rosan Van Der Aa) e all’indubbia capacità del gruppo di creare atmosfere efficaci e di sicuro impatto.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2004

Tracklist: 1. The Sign
2. Black Magic Mirror
3. Cold
4. Prophecies Of Fame
5. Dead Ground
6. My Master's Master
7. Back Gate
8. In Slavery
9. Truth Or Lies
10. Driven
11. Infinity
12. Addiction
13. Beyond The Fall
14. Ender's Game

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