Ad – Recensione: Dritto Al Volto

Difficile inizio quello dei veneti AD. Siamo nei territori di crossover fatto di hip-hop, metal e funk enormemente debitore dei Rage Against The Machine che mostra un gruppo in grosso debito d’ossigeno per quanto riguarda personalità, fantasia e qualità di registrazione e produzione. Al di là dei gusti personali i sette minuti e mezzo di ‘Dritto Al Volto’ sono assolutamente troppi, così come la vibrazione hip-hop di ‘Fukin’ Killaz’ fa acqua da tutte le parti: in tutto il disco non c’è un singolo appiglio entusiasmante, un passaggio personale, un pezzo che dimostri un tiro sufficiente, nulla. ‘Dritto Al Volto’ manda allo sbaraglio una formula crossover svuotata da tutti i propri principi fondanti: l’energia, l’esuberanza, il piglio monello. In questi cinquantotto minuti non succede nulla e ciò che rimane alla conclusione di essi è un involucro pessimamente prodotto che non è che la maldestra riproposizione di un genere tra l’altro evidentemente in crisi. C’è molto da lavorare.

Voto recensore
3
Etichetta: Redled / Self

Anno: 2002

Tracklist:

Tracklist: Libertad / Dritto Al Volto / Unda Ctrl / Mothafukka / Cermis / Chi E’ L’Assassino / Diaz / Uno Vs Uno / Ya Basta / Fukin’ Killaz / Raise / Se Trionfa O Se Muere / Per Questo Non Dimentico


1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Gianluigi Potenza

    Teo, quanto avevi ragione 🙂 Però con un PC ed una soundblaster live ci si divertiva. E si provava a dire qualcosa. Però si, tanta passione ma c’era da lavorare. Così tanto che ho smesso. ahahah

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