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Dream Theater – Recensione: “The Astonishing”

I Dream Theater si sono più volte cimentati in carriera nella stesura di concept album: a livello di singole composizioni, di serie di canzoni legate da una tematica, anche di album interi ma mai era stato profuso da parte loro uno sforzo compositivo paragonabile al nuovo “The Astonishing”. Ora starà a voi giudicare se il risultato finale soddisfa le vostre aspettative o meno… noi cercheremo di dare uno sguardo oggettivo su questa vera e propria opera rock senza tralasciare ovviamente giudizi personali (pur sempre di una recensione critica si tratta).

Sintetizzando, il concept alla base di “The Astonishing” parla di una gruppo di ribelli siti nella città di Ravenskill che cercano di fronteggiare un Impero oppressivo (The Great Northern Empire Of The Americas) con la musica a ricoprire un ruolo centrale nello svolgimento della storia, l’ascolto della quale sembra impossibile in questa realtà distopica (chi ha detto Megadeth?).

A parte alcuni intermezzi robotico/asettici creati dai cosiddetti NOMACS bisogna far partire la disanima di quest’opera immensa (2h10 di musica suddivisa in 34 tracce) da “Dystopian Overture”, intro accomunabile a altre realizzate in passato dei nostri e a pezzi strumentali come “The Dance Of Eternity” che puntualizza sin da subito il maestoso lavoro di Jordan Rudess e John Petrucci; altro chiaro esempio di questi substrati compositivo/esecutivi studiati nei minimi particolari è “The Gift Of Music” (pezzo peraltro disponibile in Rete da qualche settimana).

Stilisticamente questa nuova doppia fatica è un lavoro a sé, anche se il periodo di riferimento è quello 1999/2002, quindi tra “Scenes From A Memory” e “Six Degrees Of Inner Turbulence” ma con un chiaro tributo al prog rock inglese anche se con suoni attualizzati.

“A Better Life” contiene un assolo di gran gusto di JP, diremmo “alla vecchia maniera” anche se il chitarrista ha rinnovato da qualche anno il suo spiccato gusto melodico, offuscato dalla pesantezza delle composizioni di alcuni album passati come “Train Of Thought” e “Black Clouds & Silver Linings”. “Lord Nafaryus” (l’imperatore di cui sopra che si sente minacciato dai ribelli) è una delle porzioni più teatrali ma anche pesanti dell’intero lavoro mentre “A Savior In The Square” una di quelle a più ampio respiro per l’accompagnamento orchestrale e corale, sotto l’egida del “mago” David Campbell (padre del cantante Beck e collaboratore di centinaia di star); “Act Of Faythe” si candida a ruolo di novella “Through Her Eyes” mentre “Three Days” è un pezzo teatrale e funambolico (al limite della fusion) che serve allo sviluppo della narrazione. “A Life Left Behind” è dichiaratamente prog (con i tipici inseguimenti acrobatici di Petrucci e Rudess anche se in realtà il pezzo evolve su accordi aperti di pianoforte con un James LaBrie che dà sempre il meglio di sé nelle parti soffuse) mentre “Ravenskill” è intrigante nelle sue sfumature cangianti non lontane da “The Spirit Carries On” lasciando a “Chosen” la palma di canzone più sfacciatamente hard rock/AOR che ci fa risentire i Dream Theater di tanti anni fa, con un ritornello azzeccatissimo nonché un assolo di chitarra estremamente melodico.

“A New Beginning” è probabilmente l’highlight del primo disco: il riff è riconducibile agli ultimi album della band di Long Island, doppiato dalle tastiere e poggiato su un tempo dispari di Mike Mangini (impressionante l’accelerazione di doppia cassa). Il pezzo si concede anche divagazioni quasi prog folk alla Jethro Tull e questa contrapposizione risulta davvero interessante; molto originale l’assolo di Petrucci in palese stile Alex Lifeson su una outro che ritmicamente differisce dal resto del pezzo.

Il tema musicale che ritorna durante tutto “The Astonishing” fa capolino anche nell’ouverture 2285 Entr’acte” caratterizzata da continui sbalzi d’umore e non lontana dalle tipiche intro magniloquenti dei Symphony X; il secondo atto parte subito forte anche grazie ad una “Moment Of Betrayal” sicuramente tra le migliori cose sentite dai nostri (Mangini è devastante con buona pace di chi ancora rimpiange Mike Portnoy) e sembra in generale avere un altro passo come dimostrano anche “The Path That Divides” (più oscura visto che liricamente si racconta lo scontro tra le due fazioni) e “Our New World” con una melodia hard rock ariosa, caratterizzata però come al solito da soluzioni strumentali mai banali, ad ampio respiro e con un grandissimo assolo di chitarra.

La chiusura un po’ pacchiana della title track, comunque in linea col carattere epico di una rock opera caratterizzata anche da tanti momenti di puro progressive metal (sempre dei padri fondatori di questo sottogenere stiamo parlando) celebra il ritorno della musica nel nuovo mondo, la conclusione di un lungo viaggio con alcuni momenti esaltanti ed altri di tono minore che comunque non intaccano un lavoro d’equipe davvero imponente: “…people can you hear us, peace has been restored, silence has been broken, music reigns forevermore”.

Dream Theater - The Astonishing - 2016

Voto recensore
8,5
Etichetta: Roadrunner Records

Anno: 2016

Tracklist: ACT I 01. Descent Of The NOMACS 02. Dystopian Overture 03. The Gift of Music 04. The Answer 05. A Better Life 06. Lord Nafaryus 07. A Savior In The Square 08. When Your Time Has Come 09. Act Of Faythe 10. Three Days 11. The Hovering Sojourn 12. Brother, Can You Hear Me? 13. A Life Left Behind 14. Ravenskill 15. Chosen 16. A Tempting Offer 17. Digital Discord 18. The X Aspect 19. A New Beginning 20. The Road To Revolution ACT II 01. 2285 Entr’acte 02. Moment Of Betrayal 03 Heaven’s Cove 04. Begin Again 05. The Path That Divides 06. Machine Chatter 07. The Walking Shadow 08. My Last Farewell 09. Losing Faythe 10. Whispers On The Wind 11. Hymn Of A Thousand Voices 12. Our New World 13. Power Down 14. Astonishing
Sito Web: http://www.dreamtheater.net

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

61 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Daniele Ceriani

    Bella recensioni complimenti! Concordo su tutta la linea! occhio però che la durata complessiva dell’album non è 2h30 ma bensì 2h10 ahahahah

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  2. Kayako

    Non ho idea di come sarà l’album: aspetto il 29 e cerco di non esprimermi per non passare per fanboy. Però sono felice di leggere recensioni così ben scritte ed esaustive, che analizzano anche le tracce (cosa già fatta nell’anteprima tra l’altro). Si nota quando un giornalista ascolta più volte un album e quando ha passione. Quindi complimenti a Capettini, in attesa di poter fare (speriamo) i complimenti anche ai Dream. E io Portnoy non lo rivoglio: può andare a suonare in una idol rock band 🙂

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  3. Mark HUGE

    Spero di non annoiarmi co sto mattone , ma la rece fa ben sperare!!!

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  4. Fabrizio Basco

    Buongiorno, non sono d’accordo con il voto …da fan posso dire che siamo al di sopra di poco del 6…plauso per La Brie e interessante l’intersezione nelle composizioni tra the Wall e Six Degrees , ma tutto è in copia incolla di soluzioni già sentite…i brani sono scollegati palesemente…(i Dream Theaternon avevano mai sfumato un brano) …troppa carne a cuocere con risultato di tanto fumo e niente arrosto…bei pezzi ma nessun passo avanti, nessun rinnovamento…una fatica immane per cosa? 2 o 3 brani validi? mmmahh!
    a voi l’ascolto, per me rimana l’amara constatazione di un declino iniziato dopo Train of Thought che solo Black Clouds aveva rinfrescato un po’…Portnoy aveva ragione? occorreva una pausa? forse si
    Personalmente preferisco meno brani e piu’ qualità e purtroppo quello che cercavo dalla musica loro non riescono piu’ a darmelo

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  5. Francesco

    secondo me la batteria è orribile, sembra una batteria elettronica anni 80, fredda e insignificante, ovviamente non si discute sulla tecnica ma sul gusto.
    Per il resto album inutile come mi aspettavo (lo dico da fan accanito qual’ero).
    saluti

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    • Marco

      La batteria fa schifo da quando c’è Mangini (timbricamente). Sull’inutilitá dell’album attenderei, ma di sicuro non ci sono “pezzoni” che vengono fuori.
      Ho ascoltato solo il primo disco e di interessante, da fan, ho trovato poco finora. Time will tell

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  6. s

    sto ascoltando in questo preciso momento l album.. ragazzi na bomba veramente un capolavoro….un po stile al six degress… suoni psichedelici tante traks buon ascolto a tutti

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  7. s

    non avere rammarico per Portnoy, Mangini ha molto valore…CERTO CHE non è la stessa cosa ma ci accontentiamo…

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    • Kayako

      Soprattutto dopo che Portnoy si è comportato come una adolescente americana…

      Reply (in reply to s)
    • steel

      Mangini è superiore a Portnoy, e di molto anche…..

      Reply (in reply to s)
  8. Kayako

    Anche io sento che il suono della batteria è troppo freddo e strano. Per il resto d’accordo con la recensione. E sia chiaro: l’ho trovato ieri l’album, ma domani lo compro!
    PS: Three Days mi ha ricordato un pò Curtains dei Vintersorg 😛

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  9. Mark HUGE

    Mi sono fatto due palle enormi a sentire sto mattone , ma quale capolavoro , qui c’è un riciclo di idee preoccupante ed una sensazione di già sentito imbarazzante , qualunque concept di che so’ ayreon gli fa il mazzo a sto disco !!!! Lo dico da fan accanito.

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  10. ivan

    dopo 2 ascolti(mi sento un eroe)non mi è rimasto in mente niente,io che in tutti i tour li vedevo sia a bologna e milano,3 ore di musica live incredibile ogni concerto, sono deluso(ho già i biglietti per milano)suoni triti e ritriti,la batteria sembra finta,lo ascolterò ancora sperando di essermi sbagliato ma conoscendomi dovrò portarmi al concerto una carriola 4 ruote motrici per riportare a casa i maroni

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  11. Mark HUGE

    Bravo Ivan così portiamo via anche i miei eh eh eh……io lo avevo ordinato on line ma poi ho cancellato l’ordine !!!!

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  12. misterpupazzo

    Una sola parola: IMBARAZZANTE.
    Ho capito perché hanno venduto i biglietti del concerto PRIMA dell’uscita di questa robaccia. A proposito, se qualcuno ha gradito questa spazzatura ci tiene, a me avanza un biglietto: il mio.

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  13. Fabio

    Forse non é chiaro a tutti che trattandosi di un concept, una storia narrata, non si può paragonare ad un disco normale. Nemmeno a me son rimasti in testa ritornelli o i nomi della traccia, ma il disco non propone molto di estraibile come singoli. É un disco da ascoltare per Intero sempre…per questo forse meno fruibile degli altri concordo ma é così. Ovvio che nel live ci saranno narrazioni con visual ed effetti…hanno scelto questa modalità questa volta e vanno capiti…non lamentiamoci sempre delle non novità o della ripetitività o del ‘non sono più loro’…cosa volete dagli artisti? Vanno seguiti e se proprio non vanno più a genio accantonati magari per un po’…quanti album si riscoprono dopo anni? Forse gli artisti sono più avanti di noi spesso non credete?…detto questo…l’album mi sembra volutamente meno esplosivo e meno prog dei precedenti. Anche Mangini ha fatto un passo indietro ma é una conseguenza del songwriting melodico scelto…cosa dire..Illumination Theory per me é il capolavoro…qui sento una svolta melodica che mi può star bene e un Mangini un po’costretto e comunque che non ha portato alcuna novità nel suo..mentre nei due album precedenti ho notato un crescendo, qui solo i soliti fill. Infine…apprezzo ma aspetto di meglio come sempre…mi dispiace per Portnoy e molto…ma vedo il lato positivo…da anni ho molto più materiale tra Dream winery e Flying colors da ascoltare…Mangini ci sta….ma Mike é come l’amore della vita…non si scorda mai…e da nostalgico spero in una gran reunion prima o poi…

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    • Paul Barb

      Secondo me la vera novità sta nel coraggio di una band dal passato glorioso di rimettersi in gioco e partire da zero con un allestimento live totalmente inedito. Avrebbero potuto replicarsi con l’ennesimo tour costruito con il meglio della loro produzione. Stanno dimostrando la grandezza di sempre.

      Reply (in reply to Fabio)
      • Efrem

        Bravo!!!
        Sono d’accordo con te.
        Questo ultimo lavoro è l’ennisimo regalo che questi incredibili musicisti ci hanno donato.
        Capisco le critiche, che possa piacere o meno ma per me loro non si discutono. È una proposta che il loro grande talento ci sta facendo. Io sono molto soddisfatto… Più lo ascolto e pi lo apprezzo.

        Reply (in reply to Paul Barb)
    • Marco

      Concordo in pieno!

      Reply (in reply to Fabio)
    • alan

      Anche “scenes from a memory” era un concept, tuttavia pieno di pezzi memorabili, strutturati…questo album, secondo i miei gusti, non regala pezzi, tranne due o tre, con una forte identità, una struttura da ricordare, un ritornello vincente, un riff di carattere…più che un concept infatti mi sembra una colonna sonora di un film che non è ancora uscito al cinema, fatta bene, come sempre, ma una colonna sonora…e come tale è davvero difficile da digerire. Io da cantante e musicista adoro cantare canzoni, e suonarne i riff, qua dentro ci si perde…è il tipo di ascolto che dev’essere diverso forse….e poi sono d’accordo con tanti che il suono della batteria di Mangini è bruttino, quasi elettronico, e dentro alle sue soluzioni non c’è quel genio che sprizzava nei paradiddle e controtempi di Portnoy, che secondo me a differenza sua partecipava in modo consistente anche alla parte compositiva ed è un batterista di forte personalità musicale…l’ho ascoltato tre volte e ancora non m’è rimasto impresso grnachè, cosa che non era mai successa prima…tuttavia li torno a vedere per la 16a volta, perché sono dei mostri!!!

      Reply (in reply to Fabio)
      • steel

        da batterista ti dico che Mangini è superiore di molto a Portnoy .
        A mio parere questo è il loro disco migliore dopo Scenes from a memory ed Images and words.

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  14. andrew

    premettendo che gli ultimi quattro o cinque album dei DT mi hanno deluso, al punto che non ho nemmeno acquistato il cd eponimo del 2013, ho ascoltato finora solo il primo cd di THE ASTONISHING e mi è piaciuto moltissimo. l’ho trovato pieno di pathos ed emozionale, e suonato con gusto e fantasia, benché ovviamente non caratterizzato da grande originalità ( ma non è l’originalità a tutti i costi che cerco nella musica ) . Lo definirei un’opera iperftrofica ma empatica, e sostanzialmente ispirata, che mi ha riportato alla grandiosità un po’ pacchiana ma sincera di certo prog anni ’70

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  15. andrew

    concordo con la recensione. tutto l’album mi ha emozionato moltissimo. idee un po’ riciclate, certo, ma l’insieme suona epico, sontuoso, appassionato, sincero, perfettamente strutturato. caratteristiche che secondo me mancavano ai DT dai tempi della suite di Six degrees, e che esprimono al meglio la natura e la funzione del prog tutto. grande opera rock

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  16. andrew

    e secondo cd all’altezza del primo

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  17. VINCENT

    UN CAPOLAVORO CHE SOLO LORO POTEVANO DONARCI. OPERA DALLA STRUTTURA COMPOSITIVA IMMANE, DOVE PREDOMINA IL SENTIMENTO E LA PASSIONE X LA VERA MUSICA ED I VALORI DELLA VITA , PERCHE’ BISOGNA CONSIDERARE CHE LA CREATIVITA’, L’ ARTE, ED IL GRANDE SENTIMENTO (COME L’AMORE ) SONO SINONIMO DI GRANDE UMANITA’. TANTI CONCEPT MI E’ CAPITATO DI ASCOLTARE IN QUESTI ANNI, MA CREDETEMI MAI UN QUALCOSA DI COSI’ INCREDIBILE E VARIEGATO (SOTTO TUTTI I PUNTI DI VISTA ) COME QUESTO.INCREDIBILE IL BACKGROUND DI OGNI SINGOLO MUSICISTA, CHE METTE IN LUCE INFLUENZE DI OGNI GENERE, E TECNICA . CONCLUDO DICENDO CHE ASPETTO CON TREPIDAZIONE IL CONCERTO DI MILANO (IO ANDRO’ ALLA SECONDA SERATA) E SPERO CHE QUESTA ULTIMA MERAVIGLIA FONOGRAFICA SODDISFI TUTTI I VERI APPASSIONATI DELLA GRANDE MUSICA E NON SOLO DEI MIEI FRATELLI METALLARI. CIAO A TUTTI,

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  18. giovanni chiodaroli

    …a me piace…….molto….moltissimo…certo, probabilmente non supera alcuni lavori passati, ma visto il trend dei precedenti due lavori, trovo che sia un deciso passo in avanti….notevole….

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  19. Paul Barb

    A mio parere la batteria di mangini ha un suono leggermente zanzaroso probabilmente studiato per fare la differenza col suo predecessore portnoy

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  20. Daniele

    Ho iniziato da oggi ad ascoltarlo. Cosa dire.. Li venero da sempre e li avrò visti una decina di volte.. Ma come primo impatto mi sembra un gran bel lavoro. Un Petrucci un po nostalgico e Rudess in gran rispolvero (visto i precedenti album). Tutti che si aspettano questo fatidico cambiamento..ma ragazzi i dream theater sono i dt,e fanno musica da dt!! Mah.. Ci sono migliaia di gruppi di generi diversi che ascolto qnd nn mi va di sentire Petrucci & co. Certo,devo ammettere che il loro unico vero cambiamento x me è tt oggi il mio album preferito e cioe il capolavoro “six degrees..”..ma senza mai allontanarsi troppo dai loro standard. Cmq tornando a “the astonishing” lo trovo notevole e con molto piu vigore nei brani. Forse un po troppi x i miei gusti ma ho iniziato subito a farle mie e lo ritengo un bene,nel senso che sono sicuro che mi entrerà nl testa x parecchio tempo. Cosa che non mi è accaduto con il precedente,che è stato un pugno nell occhio x tutti i fan causa cambio batterista. E qst è la cosa che volevo sottolineare.. Le differenze tecniche sono piu o meno simili. Ma cio che a me nn piace è come Mangini registra la batteria. Non arriva!! Ce poco da fare..nn arriva qst cavolo di batteria. Cosa che prtp mi pesa troppo ascoltandoli. Non rimpiango Portnoy,rimpiango il suono della sua batteria. LaBrie smp un grande cmq. Viva i DT!!

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  21. Alessio

    Basta per favore ! Perchè leggo ancora recensioni positive su quest’ultimo lavoro dei tanto osannati DT ? Avete rotto i c……. Ecco la verità! Adesso lasciatemelo proprio dire! Stiamo ancora parlando di METAL o di canzonette? Ragazzi sveglia!!!!
    Qui di Astonishing c’è solo la noia mortale, la stucchevole melodia da oratorio, la lunghezza dell’album che sembra non finire mai. Mi chiedo era proprio necessario triturarci le balle per oltre 2 ore e mezza con le solite stronzate?????
    Con quest’album i DT escono ufficialmente dalla scena METAL per entrare nel POP/ROCK/PROG degli anni 70….. Banali all’inverosimile, spocchiosi all’inverosimile, fatemi un grosso piacere: andate AFFANC……! Voi con le vostre melodie da canzonette dell’asilo, con le vostre ninne nanne da quattro soldi, con le vostre copertine tecnologiche da strapazzo….
    Un paio di canzoni su 150 forse si salvano e dico forse perchè rispetto a quello che facevano in passato queste potrebbero essere tranquillamente delle B side….

    Volete sapere il mio voto?

    SE NON SIETE D’ACCORDO? Allora venite pure a insultarmi sul mio blog: https://metalbloodsite.wordpress.com/

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    • Alberto Capettini

      Il blog è tuo quindi fai quel che ti pare ma chiamare la tua “recensione” è leggermente offensivo per la categoria

      Reply (in reply to Alessio)
      • andrea

        recensione o recensore non sono termini protetti da copyright, c’è poco da offendersi ma solo da rimanere umili e ascoltare chi la pensa diversamente…bye!

        Reply (in reply to Alberto Capettini)
      • Alessio

        Caro Alberto, sono consapevole di aver “calcato” la mano e di aver usato parole forti sul mio blog ma siamo sicuri di essere ancora metallari oppure stiamo diventando tutti fighetti rimbambiti? Questo veramente per te è metal???

        Reply (in reply to Alberto Capettini)
    • andrea

      non sono un blogger ne un recensore di professione ma sono assolutamente d’accordo con te! ho appena scritto un commento e sarebbe ora che il mondo metal si svegli dalla ultima grande truffa del rock and roll chiamata dream theater!

      Reply (in reply to Alessio)
    • Francesco

      Quanto mi fa ridere questo atteggiamento nei confronti della musica.
      “Eh ma noi vogliamo il METAAAAAL, noi siamo quelli con i capelloni, che non ridono mai, che hanno i giubbotti di pelleeeeeehhh”
      Fate ridere voi, una massa di omologati finti alternativi, ne ho conosciuta di gente come te…a sedici anni però…penosi.
      Esistete solo voi e il vostro “credo”.
      Dai retta a me, cresci.
      E ascolta, invece di sentire soltanto.
      Patetico poi il tentativo di autopromozione “insultami sul mio blog”, e invece ti insulto qua, fenomeno!
      Vai a dire “fighetto rimbambito” in faccia a Petrucci, sul serio però non dal pc, vediamo se ne esci vivo.

      Reply (in reply to Alessio)
  22. TheWrath

    Dico solo una cosa aveva ragione uno che ha scritto va ascoltato per intero
    Non per questo hanno deciso di fare un live senza pausa
    Chi sostiene che i DT siano in.declino andassero ad ascoltare Emma Marrone
    GLI UNICI CHE FANNO ANCORA
    MUSICA, LA RECENSIONE NON MALE
    IO DAREI UN 9
    BUONA MUSICA

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  23. Luca

    Il problema che ci può stare che una canzone, un stile utilizzato, possa non incontrare i propri gusti… A me fa imbestialire chi invece si eleva a esperto critico musicale e giudica merda discografica a priori… Chi addirittura ha l’arroganza e la supponenza di giudicare le qualità degli artisti, non per quanto riguarda il prodotto, ma addirittura la tecnica, la capacità creativa… Stiamo parlando di MAESTRI DELL’ARTE MUSICALE… ecco questo non lo reggo… Se poi aggiungi una certa chiusura mentale, legata ad una scarsa cultura musicale e ad un razzismo musicale che cerca di catalogare in generi, (rock) sottogeneri (metal), super sottogeneri (prog), supersayansottogeneri (powerprogmetal) e così potrei continuare all’infinito… Senza rendersi conto che invece si parla di chi ha la tecnica e le palle volendo di creare addirittura un opera lirica, tale è il loro potere di creare musica…. Ecco criticoni della domenica a priori che spaccano la uallera addirittura per le immagini illustrate sul libretto, la grafica dei video nei concerti, la disposizione della grancassa e l’accordatura del basso benché impeccabile e l’inclinazione delle tastiere molleggiate : Siete dei NoMacs…

    Reply
    • andrea

      senza voler assurgere il maestro d’arte musicale mi permetto di fare una critica sommessa e di basso profilo: i dream theater sono una cagata pazzesca!!!!

      Reply (in reply to Luca)
  24. Francesco

    Finalmente i dream theater ridanno più peso al lato progressive che al lato metal… la melodia che finalmente prevale sui riff incazzati (di cui qua se ne sentono ben pochi ed è meglio così)… volete ascoltare del metal? cercatelo da altri gruppi e non dai dream theater. E poi se il disco vi suona riciclato in certe parti, non capisco cosa diamine vi potreste aspettare da un gruppo con ormai 30 anni di esperienza e con vari capolavori alle spalle, è normale che qualcosa qua dentro suoni di “già sentito” ma ciò non toglie il fatto che questo disco sia un lavoro più che riuscio. Le varie melodie, le varie parti strumentali… centrano in pieno quello che dovrebbe essere il loro obbiettivo in questo album, ovvero accompagnare la storia raccontata in questi due dischi di brano in brano. Che poi l’album possa piacere o no si sa, è una cosa soggettiva… ma cercate di riconoscere il valore di quest’opera. Voto – 80

    Reply
  25. Marco

    Oggi scherzando con un amico su WhatsApp dicevo (però a fronte di un solo ascolto dell’album) che forse un musical a Broadway potrebbe esaltare questo lavoro…
    Che sia stato uno sforzo enorme per loro è innegabile perché suonare un tema per due ore è veramente difficile, anche se un tema dominante non l’ho ancora scorto (i fasti di Metropolis part II sono lontanissimi, ragazzi!). Però l’influenza del prog inglese si sente e come! Anch’io da fan mi aspettavo una cosa che lasciasse più impressione è già dal primo ascolto è i due album che i ragazzi hanno fatto con Mangini sono secondo me impressionanti sotto tutti i punti di vista. Altro che le nuvole d’argento… rimpiango mike, questo sì , il primo mike; ma questo non mi dispiace affatto, anche se il suono della sua batteria effettivamente è notevolmente migliorabile.
    Concordo con chi dice che dopo 30 anni di carriera non si può pretendere Di essere sempre freschi e innovativi ma i primi due album con Mangini mi avevano fatto ricredere. É un’opera a sé stante che racchiude diversi stili, per la quale quindi bisogna spendere un po’ più di tempo davanti allo stereo o in cuffia con calma.
    Non sono ancora partito di head-banging, questo no!

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  26. Daniele

    Sono al quinto ascolto e posso permettermi di dire che è un capolavoro! Per me,secondo solo a “six degrees..” ma che nulla teme nei confronti di tutta la loro discografia. È maestoso,sognante e con quelle venature un po old english prog che ci stanno da Dio. Come ho gia detto nel precedente intervento per me la nota un po stonata è il sound di Mangini. Per il resto LaBrie e co. ci hanno offerto una vera perla musicale che secondo me rimarrà un timbro indelebile nel mondo del prog rock\metal.

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  27. andrea

    Ricordate per favore ai cari dream che di cover band dei floyd ce ne sono sin troppe, sono una band finita e morta dal dopo awake. hanno un buon seguito ma per carità ragazzi….basta!!! sono più di venti anni che non hanno più niente da dire!! si vede che hanno un buon ufficio marketing….

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  28. Maurizio

    Non sono un fan dei DT, ma su consiglio di un amico ho ascoltato già più volte questo doppio album e mi piace molto. Non ho profonda conoscenza dei precedenti lavori e mi documenterò in merito……ma a volte la musica e sopratutto la voce mi fanno ricordare Kilroy Was Here degli Styx…e non sparatemi prima di aver provato a sentirlo…e anche la storia di quel concept album mi ricorda qualcosa..

    Reply
  29. sthan

    Sono senza parole.ho ascoltato diverse volte ,e hanno dovuto svegliarmi.
    Grandi professionisti ,senza dubbio,ma non hanno acceso la miccia questa volta.
    Mi aspettavo qualcosa di più aggressivo,a parte un paio di brani.troppe tastiere , e troppi violini.evidentemente non sono all’altezza per questo loro ultimo lavoro!

    Reply
  30. Giovanni Messere

    Una grande opera.

    Reply
  31. Myung

    Piangere i lavori vecchi, e continuare a commentare negativamente i lavori nuovi è il classico delle persone che non hanno capito il significato della musica che fanno i Dream. A me mio parere questo è un bel lavoro, eseguite in tante sfumature da parte di tutti i componenti della band. James maestoso, come sempre, anche se in alcuni punti sento la sua voce molto confusa,soprattutto nella traccia 18, dove fino a 2 minuti e qualcosa fai quasi fatica a capire quello che dice (probabile problema dello stereo della macchina,chissa!) .
    Dico solo una cosa a quelli che devono continuare a far cadere i maroni dicendo sempre le stesse cose, passate seriamente ad un altro genere perchè se per voi i DT sono finiti non c’è bisogno di rovinare le vostre orecchie.
    IMHO: concept album immenso, non vedo l’ora di vederli dal vivo.

    Grande LaBrie!

    Reply
  32. Andrea

    Cosa devo leggere chi vuole ascoltare metal vada alla ricerca di altro e non dei Dream theater ?Ma i primi 3 album dei Dream li avete mai ascoltati?Erano paragonabili a questo?Six un bell’album????
    Non ci siamo non ci siamo
    Questo album fa cadere le palle pure ad un maestro di yoga
    Prima di gridare al capolavoro mettere su Awake e poi ascoltare questo scempio

    Reply
    • Tommaso

      Ma perché “lo devi leggere”??? Hai scritto prima che pensi che i DT siano una cagata pazzesca e l’ultima grande truffa del metal, perché senti il bisogno di lasciare altri 25 commenti sulla recensione di un loro album??? Se non ti piacciono va ad ascoltare quello che ti piace no?? Poi certamente ognuno può coltivare le ossessioni che preferisce (se non sei lo stesso Andrea che ha infestato questa recensione mi scuso).
      Detto questo, e precisato che i DT sono il mio gruppo preferito da 20 anni, non ho ancora ascoltato il disco ma noto con una certa preoccupazione che (se non ho capito male) la trama mi sembra esattamente la stessa della suite 2112 dei Rush, il che non mi fa ben sperare nel disco almeno quanto ad originalità.

      Reply (in reply to Andrea)
  33. Andrea

    Io mi chiedo perché cercare la particolarità a tutti i costi quando si ascolta un album .Prog anni 70 un po di Fusion opera classica uhhhh che bello ma per favore per favore smettetela.

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  34. Max Modyllo

    Dopo un paio di ascolti non so ancora se mi piace in toto, ma ci sta! Per esperienza mi vien da dire che quando ascolto un album nuovo, quasi sempre resto dubbioso e ho bisogno di tempo per entrare nelle dinamiche proposte dal lavoro. A me personalmente questo lavoro ha ricordato oltre ad una chiara ispirazione prog inglese ’70 anche qualcosa dei Rhapsody prima generazione, ovviamente in chiave molto più tecnica, ma con alcune atmosfere simili. A chi cazzo frega da quanto li ascolto e se Mangini è più bravo di Portnoy… Io quando ascolto musica, che sia Metal, Classica, Funky, non mi soffermo “quasi mai” in vesti da critico, ma piuttosto mi apro alle sensazioni che l’album riesce a trasmettere. Nel caso dei Dream Theater a me piacciono molto, mi piacciono proprio quelle sensazioni che mi trasmettono con le atmosfere che riescono a creare, cosa che nei due precedenti album ho poco avvertito, ma c’è tempo anche per ricredermi. Ho letto di qualcuno che metteva Awake come loro punto di riferimento, io non la penso così, secondo me si è legati ai primi album perchè nel loro genere fino ad Awake appunto, nessuno aveva tirato “cartelle” tecno-prog-metal come le loro e sinceramente prima di capire ed apprezzare i loro lavori successivi, ce ne ho messo un po’ di tempo, ma dopo Awake, in ogni loro lavoro ho sempre trovato grandissime emozioni musicali, senza star qui ad elencare i loro pezzi forti poichè sarebbe un voler divulgare un gusto troppo personale… Secondo me fra 10 anni questo nuovo Album sarà ancora un esempio di ispirazione per molte band future e odierne del genere, ma come il grande Battisti del dopo Mogol, verrà riconosciuto più facilmente dalle nuove generazioni meno attaccate al passato artistico dei Dream Theater. L’album è una bomba per coraggio e bravura, da musicista riconosco il loro grande valore e la loro grandissima capacità di riproporre “Live” una cosa del genere, cosa davvero non semplice…

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  35. Federico

    Ma… Hai dimenticato un particolare fondamentale, la palese ispirazione ai Pink Floyd, che è estremamente evidente in canzoni come Dystopian Overture e Brother Can You Hear Me. Che gli stessi Dream Theater hanno ammesso, omaggiando i Pink con una Wish You Were Here, è stato un’atto di classe.

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  36. Nicola

    Concordo sulla questione della batteria, poi il resto è questione di gusti. Ascolto i DT da sempre e ultimamente, dopo Train of True, faticavo a farlo. Sono a mezz’ora di ascolto e per ora non mi ha stancato per niente, vuoi forse perchè ho adorato Six Degrees of Inner Turbulence, certamente oltre, e quì ci rivedo qualcosa per ora.
    Ripeto, qualcosa che non mi annoia per niente. Mangini mi piace e ho mal digerito il comportamento di Portnoy, anche se da fuori vai a sapere la vera verità, però cristo…..o cambi batteria o picchia di più 😉

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  37. Fabmorse

    Che dire…non mi piace , ho amato moltissimo i DT ma a volte l’amore finisce…. il tutto è estremamente noioso ,stucchevole ,poco incisivo e privo di groove.Con tutto il rispetto per il nuovo batterista che è tecnicamente eccezionale non ha la capacità , almeno secondo il mio modesto parere , di bucare la scena come faceva Portnoy e lo si percepisce. Poi la scelta di inserire cosi tante tracce non l’ho capita.

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  38. matteo

    se volete ascoltare opere rock ascoltatevi gli ayreon.
    the human equation o the theory of everything o 01001010 (o com’era!?)
    da fan dei DT, questi 2 dischi sono anni luce dal concept “the astonishing”, banalotto e con poca anima.
    musica bella, melodie accattivanti ma non da gridare al capolavoro. e poi non ci vedo i dream theater. tutto qui.
    the astonishing non è neanche paragonabile a scenes from a memory…

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  39. angelo

    l album non è un capolavoro a livello di lavori passati questo credo che sia fuori dubbio…ma c è del buono in quest opera ed è il coraggio di mettersi in discussione da parte di cinque musicisti che sono delle pietre miliari del prog…suona bene e suona x quello che è cioè un concept,non si può paragonarlo ad un album normale…unico difetto anche x me è il suono della batteria che è orribile…portnoy aveva dei suoni da paura oltre al genio innato…mangini sarà anche superiore tecnicamente ma non ti lascia nulla all interno dei dt…portnoy (x i dt) era portnoy c è poco da fare…ultima cosa x chi ha usato toni forti su quest opera…i dt non hanno mai suonato metal ma sono stati i precursori di un genere nuovo traendo ispirazione dai gruppi prog anni 70…se riesci a capire questo capisci da solo che hai sparato una marea di cazzate :)…ciao

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