Dream Child – Recensione: Until Death Do We Meet Again

Fanno il loro esordio i Dream Child, band nata per volontà del chitarrista/songwriter Craig Goldy (già al lavoro con Dio, Giuffria, Rough Cutt). Completato da altri storici artisti che hanno legato indissolubilmente il proprio nome alla scena Hard Rock/Heavy Metal – il bassista Rudy Sarzo (Quiet Riot, Ozzy Osbourne, Whitesnake), il batterista Simon Wright (AC/DC, Dio), il chitarrista/tastierista Wayne Findlay (MSG) e il cantante Diego Valdez (Helker) –, il super gruppo pubblica il primo disco intitolato “Until Death Do We Meet Again”, uscito sotto l’egida della sempre attenta etichetta discografica Frontiers Music.

Con un background così forte, le coordinate stilistiche del combo non potevano non condurre a un robusto Hard Rock che riporta alla mente sonorità care a mostri sacri del genere quali Deep Purple, Rainbow e Uriah Heep. D’altronde, come dichiarato dallo stesso Goldy in una recentissima intervista per la promozione della band, la voglia è quella di fare musica così come concepita dalle band precedentemente nominate e, contestualmente, mantenere viva la lezione del grande Ronnie James Dio.

Il risultato è un disco splendidamente suonato e interpretato da tutti, registrato magistralmente da Alessandro Del Vecchio e dallo stesso Goldy che non mancherà di riscaldare il cuore dei fan della musica pesante. La grande caratura dei musicisti coinvolti, infatti, riesce a creare un amalgama compatto e privo di sbavature che porta a dodici tracce in bilico tra Hard Rock ed Heavy Metal. In particolare, colpisce la potenza della voce di Valdez, decisamente vicina a quella del compianto Ronnie James Dio; gli intrecci chitarristici dell’ex-Dio e Findlay; la sezione ritmica rocciosa opera del duo Suarzo-Wright e il tappeto di tastiere di Findlay. Ogni tassello si incastra perfettamente, a completare un mosaico che, seppur non brillando in originalità, suona attuale, di assoluto valore e dannatamente convincente.

Una volta scacciato il tasto Play verrete travolti dalle note dell’accoppiata “Under The Wire”/“You Can’t Take Me Down”, brani immediati, veloci, estremamente coinvolgenti. La sezione centrale di “Until Death Do We Meet Again” si muove su andamenti più cadenzati in cui il possente muro di chitarre è accompagnato da una solida sezione ritmica su cui spicca alta la calda voce di Valdez. Tocca alle tastiere legare i singoli passaggi, in particolare quelli più d’atmosfera – come nel caso di “It Is What It Is” e della oscura “Light Of The Dark”, con le sue tinte orrorifiche – creando un continuum di grande impatto emotivo.

Si torna a spingere forte sull’acceleratore con “Midnight Song”, uno degli highlights di questo intenso full-lenght. La title track è quasi una suite di otto minuti in cui condensare le diverse sfumature del sound dei Dream Child e offrire ai singoli musicisti la possibilità di dare libero sfoggio del proprio estro. “Washed Upon The Shore” mette in mostra un’anima Progressive ammaliante mentre, con la successiva “In A World So Cold”, torniamo su mid-tempo a effetto. Spetta a “Weird World” – fotografia dell’attuale scena politica mondiale – e alla lunga e affascinante “One StepBeyond The Grave” chiudere un disco di grande valore.

In conclusione, non possiamo non salutare positivamente questo “Until Death Do We Meet Again”, un disco che riconcilierà l’ascoltatore con sonorità Hard Rock/Heavy Metal che, pur guardando ai grandi del genere, riesce a mantenere una propria identità ben precisa e valida.

 

Dream Child Until Death Do We Meet Again Cover Album 2018

Voto recensore
7,5
Etichetta: Frontiers Music

Anno: 2018

Tracklist: 01. Under The Wire 02. You Can't Take Me Down 03. Games Of Shadows 04. It Is What It Is 05. Playin’ With Fire 06. Light Of The Dark 07. Midnight Song 08. Until Death Do We Meet Again 09. Washed Upon The Shore 10. In A World So Cold 11. Weird World 12. One Step Beyond The Grave
Sito Web: https://www.facebook.com/DreamChildRock/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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