Primate – Recensione: Draw Back A Stump

Gli americani Primate sono una vera e propria all-star band del metal estremo a stelle e strisce. Capitanati dal vocalist dei Brutal Truth Kevin Sharp e dal chitarrista dei Mastodon Bill Kelliher, sono completati da Mike Brennan alla seconda chitarra, Dave Whitworthal basso e Shayne Huff alla batteria (membri di The Despised, Otophobia e Javelina).

Il quintetto così composto ha una mission molto semplice: rinverdire i fasti del grind e del crust hardcore delle origini, facendosi autorevoli portavoce del pionierismo che fu di Poison Idea, Bad Brains, Discharge, Hirax e primi Napalm Death.

Prendendo probabilmente spunto per il monicker da “Sounds Of The Animal Kingdom” dei Brutal Truth (1997), la prima concretizzazione fisica del progetto a tutta birra e guerriglia dei Primate s’intitola “Draw Back A Stump”, e inanella una decina di brani, per 20 minuti circa di puro estremismo sonoro vecchio stile.

Il disco vince e convince, soprattutto nella sua prima metà, con una serie impressionante di brani killer, come la title-track, “Global Division”, “Hellbound” e “Silence Of Violence”, altrettanti massacri sonori, pieni di groove e mosh, che esaltano al meglio le performance dei musicisti coinvolti, primo fra i quali il sempre indiavolato Sharp.

Da consumati riff-makers estremi quali sono Bill Kelliher e Mike Brennan creano con facilità un impressionante muro di suono, poderoso ma dinamico, come un rinoceronte alla carica, concedendosi anche il tempo per rapidissimi assoli speed metal.

Fra brani più seri e tirati, e altri dal tono più ironico e faceto (“Drinking and Driving”, “Get The Fuck Off My Lawn”), il debutto dei Primate fila via liscio, merito anche di una produzione potentissima e abrasiva, tanto che Sharp sembra urlarci direttamente a un centimetro dalla faccia.

“Draw Back A Stump” impressiona alla grande, per la scioltezza che sembra esserci alla base dell’attitudine del progetto, un divertissement per i musicisti coinvolti e per il loro pubblico, che però incenerisce con facilità gran parte dell’attuale concorrenza. A volte utilizzare la sana ignoranza dei primati paga.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Relapse Records

Anno: 2012

Tracklist:

1. Draw Back A Stump
2. Global Division
3. Hellbound
4. Silence of Violence
5. Drinking and Driving
6. March of the Curmudgeon
7. Wasted Youth
8. Pride
9. Get The Fuck Off My Lawn
10. Reform?


Sito Web: http://www.facebook.com/Primategrind

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