Draugnim – Recensione: Vulturine

Dopo 6 anni di silenzio tornano i finlandesi Draugnim con un nuovo album che farà la gioia di ogni fans del pagan black metal.

Vulturine è composto da esattamente sei brani, quasi a volessero rappresentare uno ogni anno di attesa, di una durata media di 7 minuti in cui il black metal si tinge dell’alone di epicità a cui i nostri ci hanno sempre abituato. Tra riff che richiamano il gelo dei Kampfar e la maestosità dei Moonsorrow i Draugnim non rischiano però di essere prolissi come i loro conterranei. Fin dall’apertura That Name Is Hate” le tastiere giocheranno un ruolo fondamentale nell’arricchimento del pathos, le canzoni rimangono comunque incentrate sul lavoro chitarristico di Morior il quale nella band ricompre entrambe i compiti. Con un malinconico intro i finlandesi narrano le vicende dalla morte nera in “Drums Of The Black Death” e dalle photo session a corredo del disco pare ne siano reduci. “A Passage In Fire” brano più riuscito dell’album ci trasporta nel black metal per antonomasia, quello che oltre alla velocità riesce a mantenere il connubio tra melodia e violenza per cui il genere è unico. Rispetto ai due album precedenti questo Vulturine mostra un lato ancora più aggressivo della band, a partire dalle vocals di Chimedra alla scelta di produzione nel rendere le chitarre ancor più graffianti. Aggressività che però non è mai fine a se stessa ma capace di creare quell’atmosfera priva di speranza come nelle note di “As In Hunger, So In Demise(ascolta il brano).

I Draugnim sono un gradito ritorno, ancorati fortemente all’underground non hanno ancora riscosso la visibilità meritata, Vulturine non infrange le regole ma è suonato con passione e composto da ottimi brani. Siete pronti per un viaggio nei secoli bui?

Draugnim - Vulturine

 

Voto recensore
7
Etichetta: Debemur Morti Productions

Anno: 2016

Tracklist: 1. That Name Is Hate 2. As In Hunger, So In Demise 3. A Passage In Fire 4. Grief Unsung 5. Drums Of Black Death 6. Serpent Stone
Sito Web: https://www.facebook.com/Draugnim-6222303077/

Roberto Banfi

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Punk n roller con ispirazioni gotiche e tracce persistenti di untrue heavy metal, tra Billy Holiday e gli Einsturzende Neubauten sono incappato casualmente negli Iron Maiden. Sogno una collaborazione tra Varg Vikernes e Paolo Brosio. Citazione preferita: ""Il mio dio è più forte"" (Conan il barbaro).

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