General Stratocuster and The Marshals – Recensione: Double Trouble

Si poteva temere che la loro fosse solo una parentesi, invece eccoli tornare più agguerriti che mai. È la seconda uscita discografica per i General Stratocuster And The Marshals, che arriva a due anni di distanza dal disco di debutto e vede ancora schierati Jack Meille, che con i Tygers Of Pan Tang e una serie di altri progetti paralleli non spreca proprio il tempo a sua disposizione, Richard Ursillo con il suo passato affidato alle radici del prog italiano e due membri dei Bandabarò alle tastiere e alla batteria. Il quartetto dell’inizio è diventato un quintetto, e questo è il cambiamento più di rilievo.

Invece, lo stile di questo secondo lavoro non è cambiato di molto rispetto al suo predecessore, e si articola su un misto fra rock classico di stampo settantiano associato a giuste quantità di blues e hard rock, con un importante contributo, fra le altre, delle tastiere, oltre ad una breve parte di sax nella title track. La maggior parte dei brani hanno un ritmo vivace e sostenuto, ma bisogna sottolineare la maestosità di “Alone”, lenta ma solare e ariosa allo stesso tempo. Discorso molto simile per un altro brano lento, vale a dire “I Just Scarred”, pezzo acustico in cui il respiro degli anni ’70 è palpabile, in grado di creare un’atmosfera perfetta fin da subito. In generale comunque, il senso di allegria e dinamismo sembra animare la maggior parte di “Double Trouble”, un lavoro vario, completo e di facile ascolto, ottimo sia a livello strumentale che vocale, che si ascolta tutto d’un fiato e che non delude sotto nessun aspetto.

Voto recensore
7.5
Etichetta: Red Cat Records / Audioglobe

Anno: 2013

Tracklist:

01. Drifter
02. Cute Evil Angel
03. Double Trouble
04. What Are You Looking Foir
05. Don’t Be Afraid Of The Dark
06. Alone
07. I Just Scarred
08. Time
09. Push To The Limit


Sito Web: http://www.generalstratocuster.com/

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