Firebird – Recensione: Double Diamond

Sesto album per la creatura di Bill Steer (già nei Napalm Death e nei Carcass), questo “Double Diamond”, che continua il percorso di blues rock elettricissimo, intrapreso dal power trio, fin dal 1999.

Il disco si presenta, sin da subito, compatto e granitico, con delle timbriche potenti, ma mai troppo pesanti, come marchio di fabbrica. E’ vero che, in questa veste, non compaiono delle vere e proprie killer tunes, ma tutto l’album si regge grazie, comunque, a delle ottime canzoni che partono dalla struttura più classica del blues, per poi essere rielaborate sotto un’altra forma.

E, così, ci troviamo davanti sia cavalcate elettriche (come l’iniziale “Soul Savior”, “Ruined” o la coinvolgente “A Wing & A Prayer”) che lenti davvero evocativi (“Farewell”, “Arabesque” e la conclusiva “Pantomime”) a farla da padrone ed a costituire la tostissima spina dorsale di quest’album che riesce, in ogni modo, a tenere sempre viva l’attenzione anche grazie a degli ottimi assoli siglati dal mastermind Bill Steer.

Ottima, inoltre, la prova di tutto il gruppo: sia di Steer come chitarrista e cantante, sia della sezione ritmica composta da Greyum May al basso e Ludwig Witt dietro le pelli.

In definitiva, questo “Double Diamond” si presenta come un album di pregevole fattura, di sicuro non innovativo, ma onesto e composto, senz’altro, da ottima musica.

Voto recensore
7
Etichetta: Rise Above

Anno: 2011

Tracklist:

01.  Soul Saviour

02.  Ruined

03.  Bright Lights

04.  For Crying Out Loud

05.  Farewell

06.  A Wing & A Prayer

07.  Pound Of Flesh

08.  Arabesque

09.  Lose Your Delusions

10.  Pantomime


Sito Web: http://www.myspace.com/firebirdblues

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