Sun Eats Hours – Recensione: Don’t Waste Time

Formatisi a Thiene nel 1997, i Sun Eats Hours approdano definitivamente nel mondo musicale nel 2000 con “Don’t Waste Time”, a cui seguirà una ristampa nel 2005 sotto Rude Recorz. Da molti considerato un capolavoro del melodic hardcore italiano, “Don’t Waste Time” ha il merito di aver fatto saltare centinaia e centinaia di ragazzi e di aver fatto conoscere all’estero l’altra faccia della musica italiana.

Se con “Intro” abbiamo un breve assaggio di ciò che i Sun Eats Hours sanno fare, è con la successiva “The Same Devils” che si capisce di che pasta sono fatti i ragazzi. Batteria pestata, melodie e riff perfettamente intrecciati fra loro, un basso presente e costante e un cantato rozzo e tirato al punto giusto. “The Same Devils” non è solo una semplice traccia di “Don’t Waste Time”, ma un vero e proprio inno che ha accompagnato una generazione alla scoperta di un movimento che nel tempo, ahimè, ha visto scomparire le sue colonne portanti. Poche tracce dopo fa capolino “To Donna”, uno dei pezzi più famosi e più richiesti, che negli anni ha fatto cantare e pogare un folto pubblico grazie ad un ritmo cadenzato e costante e ad un ritornello ad hoc.

Con “Force”, nel cui intro assistiamo ad uno scontro fra chitarra e batteria, abbiamo la conferma che anche gli italiani sanno fare dell’ottimo melodic hardcore e che i Sun Eats Hours ne sono stati degli ottimi promotori. Su “Force” le parole non servono, ma serve ascoltare, cantare e saltare. Se con quest’ultima ci siamo addentrati nel movimento hardcore italiano, con “Sincerly” possiamo definitivamente trovarne un simbolo! Tutto, dai cori, alla batteria, al cantato, al ritmo, è al suo posto e totalmente hardcore.

Con “Young Forever” viene mostrato il lato dolce e melodico dei Sun Eats Hours che dimostrano di avere tecnica e bravura anche nelle ballad. Forse un po’ controtendenza rispetto alle tracce precedenti, “Young Forever” è uno spaccato decisivo ed importante all’interno dell’album che con essa si avvicina alla conclusione. Con “Tiddlywinks” si conclude questo bellissimo e nostalgico “Don’t Waste Time” che, per chi ha seguito e vissuto la scena, è destinato a rimanere uno degli album simbolo.

La storia dei Sun Eats Hours non si ferma qui, ma prosegue con altri tre album (“Will”, “Tour All Over” e “The Last Ones”), una raccolta di cover intitolata “Metal Addiction”, da cui viene estratto il famosissimo rifacimento in chiave moderna di “Rain” dei The Cult e “Ten Years”, una raccolta in formato DC+DVD, che racchiude tutta la storia e l’essenza di questo gruppo.

Con “Ten Years” non solo si conclude un grosso capitolo della storia del melodic hardcore italiano, ma si conclude anche la storia dei Sun Eats Hours che negli ultimi due anni, sotto il nome di The Sun, hanno deciso di voltare pagina ed iniziare un nuovo percorso diventando una band christian rock.

Malgrado il poco apprezzato cambio di genere, “Don’t Waste Time” rimane un bellissimo album da avere e da riascoltare spesso, anche solo per ricordare i tempi che furono.

Etichetta: Agitato Records

Anno: 2000

Tracklist:

01. Intro

02. The Same Devils

03. I Won't Have You

04. Losing Hope

05. To Donna

06. Police Man

07. Loser

08. Angel Guardian

09. Force

10. Sincerly

11. S. M. M. C.

12. Club Fight Nation

14. Young Forever

15. Tiddlywinks


Sito Web: www.thesun.it

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