Dokken – Recensione: Return to The East Live (2016)

Ci sono alcuni punti di questa uscita che sono chiari a tutti anche prima di cliccare il tasto play. La reunion in questione è stata una mera operazione commerciale, d’altronde nulla nella vita ha tenuto nella stessa stanza due essere umani del tutto incompatibili come Don Dokken e George Lynch se non il denaro. Il secondo punto fermo è che la voce di Dokken non è nemmeno lontanamente accostabile a ciò che era al momento dell’incisione di album come “Under Lock And Key” o “Tooth And Nail”.

Per fortuna di tutti noi il terzo caposaldo è che la band suona ancora in modo magnifico e che certe canzoni, anche se rese in modo molto meno scintillante rispetto alle originali conservano un certo fascino (almeno una volta abituatisi al salto di tonalità della voce).

L’uscita di questo live celebrativo delle breve turnè giapponese del 2016 era quindi giustamente atteso dai fan della band, che, ben consci delle premesse sopracitate, obiettivamente non resteranno certo delusi dal risultato. Anche perché, oltre alle dodici tracce dal vivo che ben conosciamo, è possibile trovare anche un brano del tutto inedito che non è per nulla male, come “It’s Another Day”.

Come prevedibile la canzone va più nella direzione della produzione della band post anni ottanta, con un taglio si molto hard rock, ma meno brillante e un poco più scuro nella timbrica. Il tutto è ovviamente più adatto alle attuali possibilità della voce di Don Dokken e il risultato è un pezzo che non potrà rivaleggiare con i migliori classici, ma che si fa ascoltare con piacere.

L’altra bella sorpresa sono i due ri-arrangiamenti acustici messi in coda: “Heaven Sent” e “Will The Sun Rise”. Entrambi sono davvero molto ben riusciti e dimostrano come, problemi personali a parte, artisticamente la coppia Dokken/Lynch funzioni benissimo. In questa dimensione la voce, non costretta a spingere troppo, conserva infatti una bella gamma espressiva e la chitarra di Lynch dimostra tutta la propria versatilità e il gusto infinito che tutti ben conosciamo.

Un’uscita con qualche imperfezione, non c’è motivo di nasconderlo, ma quando si è di fronte ad artisti di tale spessore anche un prodotto con qualche difetto oggettivo rimane sempre e comunque di una qualità largamente sopra la media. Buon ascolto.

 

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Frontiers Records

Anno: 2018

Tracklist: CD 01.It’s Another Day (New Studio Track) 02.Kiss Of Death 03.The Hunter 04.Unchain The Night 05.When Heaven Comes Down 06.Breakin’ The Chains 07.Into The Fire 08.Dream Warriors 09.Tooth And Nail 10.Alone Again (Intro) 11.Alone Again 12.It’s Not Love 13.In My Dreams 14.Heaven Sent (Acoustic Studio Bonus Track) 15.Will The Sun Rise (Acoustic Studio Bonus Track) DVD 01.Tooth And Nail 02.Unchain The Night 03.When Heaven Comes Down 04.Breakin’ The Chains 05.Into The Fire 06.Alone Again 07.It’s Not Love 08.Paris Is Burning 09.Kiss Of Death 10.The Hunter 11.Dream Warriors 12.In My Dreams

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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