Dodsferd – Recensione: Wastes Of Life

Gli ellenici Dodsferd tornano con “Wastes Of Life”, il nuovo tassello di un percorso discografico davvero vasto, comprensivo di numerosi Ep, split e nove album ufficiali in quindici anni di carriera. Dopo aver dato alle stampe due episodi modesti come “A Breed Of Parasites” e “The Parasitic Survival Of The Human Race” (usciti entrambi nel 2013), il collettivo di Atene si rimette seriamente in carreggiata con questo nuovo lavoro. “Wastes Of Life” introduce infatti alcuni elementi di novità e fa registrare un allontanamento della band dal black metal fin troppo old-school, ricorsivo e in parte anche ottuso che ha minato le ultime prove.

“Wastes Of Life” è un disco molto più ragionato e si sente. Wrath, che seguita a sputare tutto il suo odio verso il genere umano, vuole però mettersi in un’ottica più introspettiva e malinconica. Con le dovute cautele potremmo dire che il nuovo disco presenti delle continuità con gli ultimi lavori degli Shining di Kvarforth. Certo i Dodsferd non sono altrettanto vari e fantasiosi, ma ne riprendono l’essenza drammatica e genuinamente depressive. Per la verità i greci ci avevano già provato ai tempi di “Suicide And The Rest Of Your Kind Will Follow”, ma i risultati non furono incoraggianti.

Questa volta va decisamente meglio. Pur adottando soluzioni ricorsive e di certo prive di troppi orpelli, il sound si rende intimo e cupo, complice anche la presenza di due musicisti esterni, ovvero Michael Karpathiou (chitarra acustica, assoli, linee di basso aggiuntive) e Chris Tzortzis (violoncello e violino). Inquietante e triste, la titletrack propone passaggi di chitarra acustica alternati a urla e pianti e funge da introduzione a “Sterile Death, Without Mourning”. Il brano mette subito in luce il modus operandi del disco, ovvero parti acustiche che servono da apertura e circolarmente delineano un finale, mentre nel mezzo un black cadenzato, tanto semplice quanto avvincente, forma un corpo sonoro plumbeo e lacrimevole arricchito dal violoncello.

“The Dead Have No Speech For” accoglie soluzioni leggermente più groove come il ficcante assolo di chitarra, ma tutto resta molto cupo e nei meandri di un black metal dapprima lento e poi molto più arcigno, con un finale che evidenzia le ottime doti del batterista Maelstrom.

La natura unplugged di “To The Fall Of Man” rende il pezzo il primo brano “non black metal” composto dal gruppo, ma la voce straziata e le grida di rabbia di Wrath, lo rendono realmente teso. Chiude “Graves Of Your Creator”, un brano dove la matrice black fa capolino tra melodie profonde e toccanti, ancora una volta scandite dalla chitarra acustica e dal violoncello.

Ciò che differenzia “Wastes Of Life” da buona parte del resto degli album dei Dodsferd è la sua natura, che pare essere molto sentita e personale. La band ci sembra davvero più convinta e questa volta potrebbe anche fare breccia al di fuori della propria nicchia di fan.

 

Voto recensore
7
Etichetta: Moribund Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Wastes Of Life
02. Sterile Death, Without Mourning
03. The Dead Have No Speech For
04. To The Fall Of Man
05. Graves Of Your Creator


Sito Web: https://www.facebook.com/OfficialDodsferd/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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