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Dodecahedron – Recensione: Kwintessens

Il nostro portale aveva già valutato positivamente la proposta degli olandesi Dodecahedron in occasione del debut album omonimo, uscito ormai nel 2012. Sono passati cinque anni da allora e notiamo come il seguito “Kwintessens” riprenda quanto di buono il five-piece di Tilburg aveva messo sul piatto e vi aggiunga alcuni elementi se non nuovi in senso assoluto, che contribuiscono a formare dei tratti caratteristici ben definiti.

L’impianto sonoro è quello comune al post black metal apocalittico, fatto di strutture cangianti e nervose ma altrettanto quadrate, quasi a introdurre una vena mathcore esemplare di quell’ordine geometrico che il gruppo lascia trapelare dal suo nome. I termini di paragone continuano ad essere i Deathspell Omega, gli Axis Of Perdition e i Blut Aus Nord, ma si ode anche un continuo mescolarsi con elementi death e industriali dove le continuità sono da vedersi nei diabolici inglesi Anaal Nathrakh.

Prepariamoci dunque a otto pezzi dai ritmi sincopati, dai suoni cacofonici e accavallati dove i brani veri e propri sono intervallati da tracce strumentali per così dire più “ariose” (tra noise ed elettronica sferzante) a fungere da collante interno tra ciascuna parte del disco. L’ottimo bagaglio tecnico, unito ai repentini cambi di intenzione rende l’ascolto interessante e impone che il livello di attenzione rimanga alto. Forse soltanto l’edita “Tilling The Human Soil” presenta una forma-canzone piuttosto definita, le restanti tracce lasciano che il caos primordiale abbia la meglio, sebbene lo stesso venga sempre catturato e dominato. I blast beats, la voce lacerata ed emotiva, i riff sovraesposti tendono a a confluire in una struttura logica per quanto elettrica e pesante, come dimostrano la primitiva “Harbinger” e il progressivo silenziarsi delle strutture violente e sincopate di “The Death Of Your Body”.

I Dodecahedron sono cresciuti bene, certo il loro sound deriva da una serie di influenze ben precise, ma la band lo domina con personalità e carattere.

Voto recensore
7
Etichetta: Season Of Mist

Anno: 2017

Tracklist: 01. Prelude 02. TETRAHEDRON – The Culling Of The Unwanted From The Earth 03. HEXAHEDRON – Tilling The Human Soil 04. Interlude 05. OCTAHEDRON – Harbinger 06. DODECAHEDRON – An Ill-Defined Air Of Otherness 07. Finale 08. ICOSAHEDRON – The Death Of Your Body
Sito Web: http://www.ddchdrn.com/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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