Altaria – Recensione: Divine Invitation

Se si fosse trattato di un disco totalmente nuovo, il giudizio sarebbe stato ben più positivo. In realtà questo ‘Divine Invitation’ è presentato come un best of della band finlandese, e la cosa è piuttosto strana visto che gli Altaria hanno pubblicato finora solo due dischi, ma si giustifica con l’importante cambiamento di cantante. La prima parte dell’album è quindi un riassunto delle puntate precedenti, ovvero cinque brani per ciascuno dei due album già esistenti, per dire: “Ok, questo è quello che abbiamo fatto fino ad ora”. Seguono poi due brani inediti, in cui è già presente il nuovo cantante, Marco Luponero, e chiude il tutto un blocco di versioni demo, risalenti al 2001 o al 2002, di altri vecchi brani. In questo modo siamo di fronte a una ventina di pezzi, di cui metà già noti e metà leggermente differenti dalla versione finale già conosciuta: non sarebbe stato meglio attendere un altro po’ e pubblicare magari un EP contenente solamente brani inediti, se proprio c’era così tanta fretta di far conoscere al mondo il nuovo cantante?

Nonostante questa scelta commerciale abbastanza discutibile, nulla vieta di dire che i pezzi sono in effetti validi; gli Altaria sono una band dedita ad un heavy rock che spesso strizza l’occhio agli anni ’80 (‘Try To Remember’ ne è un esempio lampante), comunque interessanti e gradevoli da ascoltare, in cui sono molto forti la presenza dei cori e di arrangiamenti di tastiere. Ottime sono, in particolare, ‘Fire & Ice’ e ‘History Of Time To Come’, mentre per quanto riguarda i brani estratti dal secondo album (‘Divinity’) spicca ‘Final Warning’. I due pezzi nuovi mettono in luce come Marco Luponero non voglia avvicinarsi allo stile del cantato di Taage Laito, il cantante precedente, bensì che disponga di un suo stile e di una sua personalità. Non cambia invece molto dal punto di vista della composizione, con un primo brano, ‘Keeper Of Mystique’, che richiama maggiormente le sonorità del primo album degli Altaria, particolarmente quando si fa riferimento agli anni ’80, e un secondo brano, ‘Ball & Chain’, più lento del precedente e leggermente più duro per quanto riguarda gli arrangiamenti.

La perplessità quindi è legata solo al concetto che sottostà all’album: abbastanza affrettata l’idea del best of, valide le premesse che ci sono con il nuovo cantante, abbastanza inutili, se non per i collezionisti più maniacali, le versioni demo di pezzi già contenuti nell’album. Fortunatamente, gli Altaria sembrano una band estremamente valida, da seguire nella sua successiva crescita.

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Heaven / Frontiers

Anno: 2007

Tracklist:

1- Fire & Ice
2- Unchain The Rain
3- Darkened Highlight
4- History Of Times To Come
5- Try To Remember
6- Unicorn
7- Prophet Of Pestilence
8- Ravenwing
9- Innocent
10- Final Warning
11- Keeper Of Mystique
12- Ball & Chain
13- Fire & Ice (Demo 2001)
14- Innocent (Demo 2001)
15- Kingdom Of The Night (Demo 2001)
16- Unicorn (Demo 2002)
17- History Of Times To Come (Demo 2002)
18- Immortal Disorder (Demo 2002)
19- Emerald Eye (Demo 2002)


anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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