Dissection – Recensione: Storm Of The Light’s Bane

1994. I Dissection sono reduci dal successo del loro primo album “The Somberlain“, album che nonostante gli influssi prettamente Death Metal, puntava verso il panorama Black Metal, tanto da dedicare l’album stesso al defunto Euronymous. A fine anno arriva l’importante firma con Nuclear Blast per la pubblicazione del secondo capitolo della breve discografia della band che viene registrato durante il mese di marzo dell’anno seguente. “Storm of The Light’s Bane” vedrà la luce a fine 1995, dando vita a uno dei capolavori del metal estremo europeo.

Il secondo album dei Dissection è probabilmente l’esempio più riuscito dell’unione tra Black e Death Metal: un concentrato di atmosfere gelide, dolorose melodie, satanismo (Nodtveidt entrò nel Mistanthropic Luciferian Order pochi mesi prima), tecnica e songwriting sopraffino. “Storm Of The Light’s Bane” non conosce cali, tutto è esattamente al proprio posto, sublimando gli elementi di scuola death svedese (molti inseriscono i Dissection nella scena di Gothenborg) insieme all’approccio maligno, misantropico e distruttivo dell’ormai fiorente scena black metal norvegese. Il sound che ne deriva è unico, soprattutto grazie al songwriting di Jon Nodtveidt, mente e leader della band.

Ogni brano fa storia a se ma nella tracklist spiccano la devastante “Unhallowed” con i suoi 7 minuti senza un minimo momento di calo e ovviamente “Where Dead Angels Lie“, il brano più accessibile del lotto, una sorta di ballata black metal, epica e drammatica, di cui fu girato anche un video. Escludendo intro e outro, sono sei i brani che compongono l’album e ognuno di essi rientra di diritto tra le migliori cose partorite dai Dissection.  La particolarità di “Storm Of The Light’s Bane” però è propriamente l’atmosfera che si respira ascoltando l’album. Mai come in questo caso l’artwork a cura di Necrolord, descrive alla perfezione il contenuto musicale dell’album.

A seguito dell’uscita la band intraprese un lungo tour che portò i Dissection a calcare i palchi degli States per poi tornare in Europa e concludere la serie di show con l’esibizione a Wacken 1997, immortalata in Live Legacy, uscito qualche anno dopo. Il 18 dicembre 1997 però la storia dei Dissection si interruppe bruscamente, con l’arresto di Nodtveidt per l’assassinio di Josef Ben Meddour, 37enne omosessuale, avvenuto il 22 luglio dello stesso anno. Si chiude qui la breve epoca d’oro della band, che riprenderà nel 2004 dopo il rilascio di Nodtveidt per poi concludersi definitivamente pochi anni dopo, nel modo più tragico, ma in un certo senso più ovvio considerata la natura e l’indole del suo creatore.

Storm Of The Light’s Bane” resta a 20 anni di distanza una vetta irraggiungibile del metal scandinavo e del metal estremo in generale.

The blackness that falls is coming to stay / Under the snow lies angels cold / Yet with each crystal of frost that is falling / Another story is told

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Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 1995

Tracklist: 01. At the Fathomless Depths 02. Night's Blood 03. Unhallowed 04. Where Dead Angels Lie 05. Retribution - Storm Of The Light's Bane 06. Thorns of the Crimson Death 07. Soulreaper 08. No Dreams Breed In Breathless Sleep

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Mirko

    All’epoca ascoltai il singolo Where dead angels lie. Fui folgorato.
    Epico, melodico ma devastante con un testo pura poesia.
    Acquistai l’album, tuttora resta uno dei miei dischi preferiti di sempre.

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