Disillusion – Recensione: The Liberation

Dopo mesi e mesi di uscite discografiche buone ma non imprescindibili finalmente un album che rivitalizza questo 2019 che sta volgendo al termine… ma facciamo un passo indietro.

“Back To Times Of Splendor” era stato il classico fulmine a ciel sereno! Un album, se vogliamo derivativo (nel senso che erano chiaramente rintracciabili le influenze che avevano contribuito a generarlo) ma che racchiudeva una qualità intrinseca pazzesca; diverso il discorso per “Gloria” forse esageratamente sperimentale e poco a fuoco anche per un musicista eclettico come Andy Schmidt.

Dopo un silenzio durato anni, interrotto solo nel 2016 dal singolo “Alea” e grazie ad un’immancabile operazione di raccolta fondi via Patreon, i Disillusion tornano con “The Liberation” pubblicato da Prophecy Productions.

“Wintertide” ci fa fare un bel salto indietro, proprio al primo album con una voce recitata su base “epica” che lascia spazio al ritorno del growl su base comunque melodica; il pezzo è lungo ed articolato e per inquadrarlo potete immaginare una sorta di Pain Of Salvation più cupi ed incazzati alternati a tocchi acustici di rara malinconia (anche grazie all’utilizzo del violoncello). Non di facile approccio ma molto interessante nello sviluppo compositivo.

“The Great Unknown” picchia ancor più duro mentre “A Shimmer In The Darkest Sea” inizia tribale e percussiva per poi evolvere in un pezzo ritmicamente vicino ai Tool (soprattutto gli ultimi di “Fear Inoculum”). La title track potrebbe essere manna per chi rimpiange gli Opeth pre-“Heritage”: un pezzo che va almeno in tre direzioni diverse ma rimane organico e anzi si pone al di sopra degli altri grazie alla magia dei suoi 12 minuti con melodie che vanno inseguite ma poi esplodono fragorose ad equidistanza tra cervello e cuore.

Anche quando il minutaggio si riduce (“Time To Let Go”) i nostri sanno come smuovere le emozioni dell’ascoltatore, sempre con approccio dark ma aggraziato.

La narrazione drammatica è sempre stata alla base dei Disillusion, anche ora che siamo in presenza di una line-up completamente diversa rispetto agli esordi; però i tedeschi danno la tangibile impressione di aver raggiunto uno spiccato livello di maturità e “The Liberation” è esattamente l’album che i fan della band avevano voglia di sentire nonché personalmente uno dei migliori prodotti sentiti quest’anno.

Etichetta: Prophecy Productions

Anno: 2019

Tracklist: 01. In Waking Hours 02. Wintertide 03. The Great Unknown 04. A Shimmer In The Dark Sea 05. The Liberation 06. Time To Let Go 07. The Mountain 08. Between
Sito Web: https://disillusion.de

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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