Sargeist – Recensione: Disciple Of The Heinous Path

E’ difficile suonare un genere che esclude troppe ricercatezze come il black metal senza risultare ripetitivi e fini a sé stessi, ma i finlandesi Sargeist (cult band nel panorama underground nordeuropeo al suo terzo full-length) superano questo ostacolo grazie ad un sound che pur scarno e scevro da ogni orpello melodico, sa rendersi drammatico e solenne.

I nostri possono essere oggetto di paragone con Mayhem ed Emperor prima maniera, ma soprattutto con i Darkthrone. Quello di ‘Disciple Of The Heinous Path’ è un black primitivo e senza fronzoli, suonato con voluta approssimazione e prodotto (ancora volutamente) in modo molto ruvido. Ma i Sargeist sanno come fare breccia nell’ascoltatore, creando atmosfere epiche e sinistre che garantiscono un forte impatto emozionale.

Sono ottime in questo senso l’opener ‘Black Treasures Of Melancholy’, una traccia molto intensa, così come la successiva suite ‘Remains Of An Hunoly Past’, altra song dal flavour epico in cui entrano aperture melodiche molto profonde, però sempre oscure e disturbanti. Da citare anche la conclusiva ‘Echoes From A Morbid Night’, in cui si intrecciano tappeti di riff cadenzati e marziali.

Peccato per la presenza di un paio di song piuttosto incolore, come la doomish ‘Cursed Blaze Of Rituals’, piuttosto ripetitiva, e ‘Heretic Iron Will’, pezzo molto aggressivo e intenso ma che tuttavia si limita a ripetere gli stessi passaggi, per quanto di presa.

Senza queste ombre il giudizio finale sarebbe stato più generoso, ma consigliamo comunque agli appassionati di black di non trascurare questa uscita dei Sargeist.

Voto recensore
6
Etichetta: Moribund / Masterpiece

Anno: 2005

Tracklist:

01.Black Treasures Of Melancholy
02.Remains Of An Unholy Past
03.Cursed Blaze Of Rituals
04.Disciple Of The Heinous Path
05.Heretic Iron Will
06.Echoes From A Morbid Night


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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