Disarmonia Mundi – Recensione: Cold Inferno

I Disarmonia Mundi sono da sempre una realtà più che valida della sottobosco metal italiano. Il progetto ormai da anni garantisce uno standard qualitativo invidiabile che ha l’unico limite nella scarsa fantasia compositiva. L’adesione infatti agli stilemi dello swedish death (Soilwork su tutti, ma anche At The Gates e altri) è talmente evidente da essere a tratti decisamente esagerata. E, nonostante il tempo passato dalla precedente uscita, appare chiaro fin dalle prime song che la band non ha certo intenzione di retrocedere più di tanto dalle proprie posizioni.

Creation Dirge”, “Stormghost” e “Coffin” sono infatti canzoni ineccepibili, ma completamente ancorate alla formula melo-death metal che tutti conosciamo fin troppo bene. C’è però una cosa che rende i Disarmonia Mundi più interessanti della media, ed è la banale constatazione che sono più bravi di tutti gli altri a suonare certe cose (tolti ovviamente i maestri/creatori del genere). Sia infatti nella costruzione delle song, che nella qualità dell’esecuzione la coppia Ettore Rigotti/Claudio Ravinale si dimostra superbamente abile e per quanto certi richiami, soprattutto a livello melodico, continuino a suonarci eccessivi, tanta destrezza rende comunque godibile il prodotto finale.

Non molti sarebbero infatti capaci di scrivere una song di ben sette minuti, come “Oddities From The Ravishing Chasm”, senza cadere nella noia nemmeno per un secondo. Proprio in brani come questo, ma anche in parecchi altri passaggi disseminati tra le song, la band dimostra di possedere comunque una potenzialità incredibile, soprattutto per ciò che concerne la creazione degli intrecci chitarristici (gli assoli sono forse la cosa migliore dell’intero lavoro).

Anche nell’uso, limitato quasi solo ai cori, delle melodie vocali i nostri riescono comunque a trovare spesso il giusto equilibrio, senza andare a cercare accostamenti troppo arditi, ma beccando comunque sempre il ritornello memorizzabile, immancabilmente messo al posto in cui deve stare.

Con “Cold Inferno” diventa quindi doveroso parlare di un lavoro quasi perfetto, almeno sotto il punto di vista professionale e tecnico. Poca originalità, sicuramente, ma per tutto il resto… tanto di cappello.

Voto recensore
7
Etichetta: Coroner Records

Anno: 2015

Tracklist:

01. Creation Dirge
02. Stormghost
03. Behind Closed Doors
04. Coffin
05. Oddities From The Ravishing Chasm
06. Slaves To The Illusion Of Life
07. Blessing From Below
08 .Magma Diver
09 .Clay Of Hate
10. Toys Of Acceleration


Sito Web: https://www.facebook.com/DisarmoniaMundi

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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