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Dimmu Borgir – Recensione: Forces Of The Northern Night

In un’epoca in cui l’esserci è un aspetto fondamentale, un’assenza lunga sette anni rappresenterebbe una morte commerciale per la stragrande maggioranza delle band in circolazione. Quest’assioma sembra non essere applicabile ai norvegesi Dimmu Borgir, il cui ultimo disco risale ormai a quel “Abrahadabra” del 2010. In mezzo problemi di line-up, tanti annunci circa la lavorazione di nuovo materiale, proclami di imminenti ritorni. Fino al 2017, anno che rappresenta un crocevia per la carriera dei nostri.

Il silenzio sarà rotto il prossimo 14 aprile con la pubblicazione di un doppio DVD dal vivo intitolato “Forces Of The Northern Night”, uscita che rappresenta un antipasto per il ritorno dei Dimmu Borgir visto che, stando alle loro stesse dichiarazioni, nel tardo autunno dovrebbe arrivare un nuovo full-lenght. Il Symphonic Black Metal plasmato dalla band prende forma e vita nei due show tenutisi nel 2012 a supporto di “Abrahadabra”: l’ormai leggendario live di Oslo in cui la Norwegian Radio Orchestra ha supportato l’esibizione del gruppo; la prova sul palco del Wacken Open Air 2012 con circa cento musicisti a far compagnia a ShagrathGalder e Erkekjetter Silenoz.

La qualità messa in campo negli oltre novanta minuti (a DVD) di “Forces Of The Northern Night” lascia ben sperare per il ritorno dei Dimmu Borgir, e l’eccellente risultato finale non era così scontato come si potrebbe credere. L’anima grezza e violenta rappresenta l’impalcatura della proposta musicale della band sulla quale si innestano elementi sinfonici di grande impatto emotivo. Epico, rabbioso, decadente, così si presenta il sound proposto dai norvegesi che, grazie alla presenza di un’orchestra vera e propria acquisisce ulteriore magniloquenza anche in sede live. Ampio spazio è offerto all’ultimo disco della band, con brani nati e pensati per essere suonati con l’orchestra, e divenuti delle vere e proprie hit della band. Accanto a “Gateways” (con la voce femminile di Agnete Kjølsrud), Chess Wuth The Abyss” e “A Jewel Traced Through Coal“, troviamo classici come “Eradication Instincts Definded“, “Progenies Of The Great Apocalypse“, “Kings Of The Carnival Creation“, “Puritania” e l’immancabile “Mourning Palace“.

Un excursus tra i brani sinfonici dei Dimmu Borgir che contempla anche alcune versioni orchestrali, come “Dimmu Borgir“, “Fear And Wonder” e la conclusiva “Perfection Or Vanity“. Un’esperienza visiva e musicale dal grande impatto emotivo, suggestiva oltre ogni limite nei costumi indossati, funzionale all’obiettivo che si vuole raggiungere: rendere giustizia a brani superbi. Ottima l’esecuzione della band, ottima la cornice offerta in entrambi gli spettacoli che non svilisce la musica della band ma, anzi, la esalta, conferendole la giusta atmosfera e dimensione. I Dimmu Borgir sono tornati, e sono pronti a riprendersi il loro posto sul trono del Black Metal sinfonico, spazzando via ogni dubbio di sorta.

Voto recensore
8,5
Etichetta: Nuclear Blast

Anno: 2017

Tracklist: 1. Xibir (orchestra) 2. Born Treacherous 3. Gateways 4. Dimmu Borgir (orchestra) 5. Dimmu Borgir 6. Chess With The Abyss 7. Ritualist 8. A Jewel Traced Through Coal 9. Eradication Instincts Defined (orchestra) 10. Vredesbyrd 11. Progenies Of The Great Apocalypse 12. The Serpentine Offering 13. Fear And Wonder (orchestra) 14. Kings Of The Carnival Creation 15. Puritania 16. Mourning Palace 17. Perfection Or Vanity (orchestra)
Sito Web: https://it-it.facebook.com/dimmuborgir/

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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