Voivod – Recensione: Dimension Hatröss

1988. Sono passati solamente 14 mesi da quando la creatura Voivod aveva trovato sfogo al desiderio di potere e distruzione abbandonando il pianete terra e proiettando il proprio dominio verso lo spazio, allargando una terribile ombra sul futuro stesso dell’universo. “Killing Technology” rappresenta l’avvertimento definitivo ai terrestri: l’evoluzione delle scienze tecnologiche sarà la rovina per tutti voi se l’uomo stesso non saprà evolversi di pari grado. Ma ormai nulla può impedire alla scienza di sfidare le regole di natura e diventare essa stessa tanto potente da creare e distruggere a proprio piacimento. “Dimension Hatross” diventa così la nuova frontiera da esplorare, l’esperimento che permetterà al Voivod di andare oltre i confini conosciuti alla ricerca di terribili risposte.

Due particelle, una di materia e l’altra di anti-materia vengono lanciate una contro l’altra a super-velocità e dal loro scontro nasce qualcosa di completamente nuovo: il passaggio per una diversa dimensione, un vero e proprio universo parallelo da conquistare e sottomettere.

La musica segue, come sempre avvenuto prima, questa evoluzione e il suono della band diventa sempre più lontano dal grezzo ruggito dell’inizio per affinarsi in una ancora più originale miscela di rock psichedelico, metal e post punk, con le vocals di Snake ormai completamente stravolte in un cantilenare ultraterreno e meccanizzato che funziona da perfetto mezzo narrativo per una storia tanto allucinante.

La potenza e la conoscenza raggiunte dal Voivod lo mettono infatti nella condizione di essere scambiato per una divinità, ed in effetti è quello che succede quando esso arriva a contatto con le popolazioni tribali del nuovo universo (“Tribal Convictions”). Il desiderio di potere assoluto potrà così essere appagato, ma bisogna prima fare i conti con le altre forze in gioco, i terribili terroristi “Chasomongers” e i Manipolatori Tecnocratici che esercitano il loro potere attraverso un sistema di controllo psichico che impedisce il libero arbitrio bombardando la coscienza di informazioni inutili (che i Voivod avessero previsto i social network?) in cui anche il Voivod finisce intrappolato.

Egli è però diverso e più evoluto rispetto agli altri abitanti della dimensione e lotta per liberarsi da questo giogo mentale e di fatto si trova coinvolto nella guerra tra le due potenze in lotta. Riesce infine a recuperare la propria coscienza scacciando dalla testa gli oppressori in quella che viene descritta quasi come una possessione (ancora una volta Religione e Scienza nella loro concezione più deviata diventano simili, entrambe un mezzo per ottenere controllo e potere).

Il Voivod ha vinto la guerra, ma l’equilibrio mutato dell’universo parallelo conduce l’intero sistema a collassare su se stesso in quello che viene descritto come un vero e proprio “Cosmic Drama” nel quale anch’egli viene coinvolto.

Questa però non è la fine del Voivod: dopo aver incarnato la brutalità della guerra nucleare, essersi impossessato dello spazio e aver viaggiato per altre dimensioni, la creatura è pronta per minacciarvi lì dove non potrete scappare. Ora il Voivod è dentro di voi e “Nothingface” arriverà presto a dimostrarvi che egli è sempre stato lì, nascosto tra le pieghe della vostra coscienza, nell’oscurità del vostro ego smisurato e nella peggiore delle vostre paure. Siete pronti ad affrontarlo?

Etichetta: Noise Records

Anno: 1988

Tracklist:

01. Experiment (6:10)
02. Tribal Convictions(4:52)
03. Chaosmöngers (4:39)
04. Technocratic Manipulators (4:35)
05. Macrosolutions to Megaproblems (5:33)
06. Brain Scan (5:08)
07. Psychic Vacuum (3:49)
08. Cosmic Drama (4:54)
09. Batman (Neal Hefti) (1:45)


Sito Web: http://www.voivod.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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  1. Fausto

    Psico-Delizia per ogni Metal fan! \m/

    Reply

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