Die Krupps – Recensione: V – Metal Machine Music

A quanto pare il mai troppo compianto Lou Reed è stato una fonte di influenza nevralgica per i Die Krupps, che non solo lo hanno omaggiato ricalcando la copertina del controverso ma fondamentale “Metal Machine Music” in occasione del precedente studio album “The Machinists Of Joy”, ma si concedono un ritorno tra i grandi della musica industrial con un disco che porta lo stesso titolo.

“The Machinists Of Joy” vedeva Jürgen Engler e soci riprendere il sound elettronico e sintetico dei primi anni ottanta, lo stesso che di fatto metteva l’act tedesco sul medesimo piano di connazionali come D.A.F., Kraftwerk e Einstürzende Neubauten per importanza storica, ricerca e creatività. Il rumore industriale delle acciaierie Krupp si riproponeva più che mai solido, tanto orecchiabile nei ricami synthpop quanto capace di abbracciare la sperimentazione e stare al passo con i tempi.

“Metal Machine Music” guarda invece a un passato più recente, quello della svolta verso il metal atraverso suoni più aggressivi e moderni, iniziato nel 1992 con “I” e collimato con “Paradise Now” (1997), ultima testimonianza del gruppo fino appunto a “The Machinists Of Joy”. Se vogliamo il nuovo studio album si allinea più “pacificamente” ai lidi di un industrial rock dai toni enfatici molto caro al pubblico tedesco, un po’ wagneriano, a tratti forse anche chiassoso. Eppure il tocco dei Die Krupps è perfettamente riconoscibile e per quanto la band cerchi talvolta il momento ruffiano a scapito della potenza del platter, non si finisce mai nell’artificio da classifica.

Le esigenze del clubbing non sono tralasciate (ascoltare per credere l’anthemica “The Truth” o le ariose “The Vampire Strikes Back” e “Alive In A Glass Cage”) ma “Metal Machine Music” è un album incentrato sulle chitarre e le percussioni, dove le basi elettroniche sono diluite con una certa logica, siano esse boombastiche oppure ricercate. La bella “Kaltes Herz” ci fa balzare indietro negli anni’90, andando a riprendere proprio il sound della svolta nel suo essere così tipicamente tedesca, ficcante e orecchiabile nella sua marzialità.

Promettono (molto) bene anche i singoli “Battle Extreme”, inevitabilmente veloce e militaresca e “Fly Martyrs Fly”, episodio cupo e dai tratti sperimentali. Gli anni’80 tornano in “Road Rage Warrior” una traccia più sobria dove la voce predilige un classico crooning piuttosto che proporsi sibilante. La varietà in “Metal Machine Music” è tanta, certo il denominatore comune è quello di non far risultare l’ascolto troppo ostico ma questa capacità di essere radiofonici senza cadere nel banale, appartiene ai veterani Die Krupps molto più che ad altri.

Voto recensore
7
Etichetta: SPV

Anno: 2015

Tracklist:

01. Die Verdammten (Prelude)
02. Kaltes Herz
03. Battle Extreme
04. Fly Martyrs Fly
05. The Truth
06. Road Rage Warrior
07. The Vampire Strikes Back
08. Alive In A Glass Cage
09. Branded
10. Kaos Reigns
11. The Red Line
12. Bonded By Blood
13. Volle Kraft Voraus


Sito Web: http://www.diekrupps.de/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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