Di’Aul – Recensione: Nobody’s Heaven

Se in Italia i suoni pesanti stanno vivendo un periodo di grande creatività il merito è soprattutto di etichette come la Argonauta Records e del loro gusto coraggioso nelle scelte musicali. I pavesi Di’Aul giungono alla terza prova discografica dopo un EP (“And Then Came the Monsters“) ed un buon album di debutto (“Garden of exile“), entrambi devoti ad un suono a volte incalzante (“’til 24“), a volte viscoso quanto il calcestruzzo fresco (“Mistery Doom“) e comunque mai scevro da elementi orecchiabili (“Black Snake Voodoo“).

Il conciso (35 minuti) “Nobody’s Heaven” alza ulteriormente la posta in quanto a poliedricità, e sorprende in apertura con una ballata doom dai toni struggenti che forse una produzione più pulita avrebbe persino reso maestosa. La successiva “Black Death” artiglia l’ascoltatore e lo riporta nel fango, con una progressione Melvins di pregevole fattura, e non si respira certo meglio con “Garden of Exile”, stoner dal lento passo blues che serpeggia minaccioso per sei minuti, e riporta alla mente persino gli ZZ Top di “XXX“.

Proprio quando ci si inizia a chiedere dove sono i Killing Joke annunciati tra le influenze dell’album, eccoli palesarsi nelle reiterazioni di “Low Est“, seppure sepolti sotto strati di accordi ribassati tanto cari ai Crowbar. A questo punto, è chiaro quanto i Di’Aul siano migliorati, in termini di arrangiamento e scrittura, ma i dieci minuti di “Mother Witch” lo ribadiscono ulteriormente, chiudendo il discorso con un incedere di cupe nuvole doom che si arrendono, nel finale, ad una malinconica melodia post punk.

A metà (per durata) tra disco completo ed EP, “Nobody’s Heaven” è una prova convincente anche se non esente da imperfezioni (le melodie avrebbero potuto ulteriormente essere valorizzate), che comunque dimostra il talento dei Di’Aul nell’assimilare influenze diverse senza per forza denaturare uno stile, già in parte definito e personale.

Voto recensore
7
Etichetta: Argonatua Records

Anno: 2018

Tracklist: 01. Nobody’s Heaven 02. Black Death 03. Garden of Exile 04. Low Est 05. Mother Witch

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